09 novembre 2006

Scioglimento Rosa nel Pugno?

Questa mattina ho ricevuto da Marco Pannella una mail che riporto integralmente

Alle compagne e ai compagni della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno

e, p. c. agli amici e compagni laici, socialisti, liberali e radicali

Roma, mercoledì 8 novembre 2006

Caro Vito,
Comincio a scriverti alle 22. Da stamane ci giungono da parte di esponenti parlamentari e dirigenti dello SDI formali preannunci di immediata ("ad horas") rottura e di conseguente immediato scioglimento della Rosa nel Pugno, quindi anche del Gruppo Parlamentare. Voglio sperare e credere che si tratti di una bizzarra tattica volta a saggiare le nostre reazioni o a indurci ad accettare quel che potrebbe di nuovo esserci richiesto.
Se così non fosse, resterebbe ancora da chiedersi se davvero qualcuno ritenga possibile liquidare una realtà politica e parlamentare costituita con la ratifica da parte di tanti eventi politico-elettorali, da tanti Congressi e convegni dei partiti e dei soggetti politici coinvolti. Anche questo mi appare come difficilmente immaginabile. Si afferma anche pubblicamente che il Congresso radicale di Padova non avrebbe minimamente affrontato i problemi della RnP e risposto alle richieste dello Sdi. Abbiamo invece dedicato un intero pomeriggio all'analisi e alla discussione della grave congiuntura nella quale il nostro nuovo soggetto politico ("strategico") si vorrebbe sia liquidato, come è accaduto nelle tre precedenti elezioni politiche per allora occasionali coalizioni meramente elettorali.
In questa situazione la prima reazione che mi sembra comunque obbligata è quella di informartene il più rapidamente possibile, sperando che questo fatto concorra a sciogliere finalmente non già la Rosa nel Pugno ma il grumo di inadeguatezze e di interessi contrari che sembrerebbe in questo momento sul punto di creare un fatto compiuto, nell'illusione di poterlo davvero compiere, conferendogli carattere definitivo. Sono personalmente determinato e convinto che così non possa, non debba essere.
Chiederò immediatamente, già domattina, ai compagni della Segreteria Nazionale della RnP di riunirsi con la massima urgenza e di procedere, comunque, alla immediata convocazione della Direzione Nazionale entro l'ultima settimana di novembre. Mi sembra urgente, doveroso, necessario, rispettoso di noi stessi, informarti di questo tentativo di azzerare quello che era stato salutato come "l'unico evento nuovo della politica italiana", quale avevamo la consapevolezza di potere costituire e far vivere e crescere nel nostro paese. Se effettivamente quanto tutt'oggi ci veniva annunciato dovesse corrispondere ad una reale intenzione e ad una decisione immediatamente operativa - ripeto: non voglio e non posso crederlo - sono convinto che da parte di tutti noi, di tutti coloro che hanno operato, sperato, sostenuto con tanto immediato ascolto profondo dell'opinione pubblica, si coglierà immediatamente questa occasione e questa drammatica, reiterata minaccia per tramutarle in un fantasma cui si dia alla fine corpo per poterlo trafiggere e per liberarcene.
Cercheremo di informarti in tempo reale, nelle ore che vengono, in ogni modo possibile dello sviluppo dell'evento, sia attraverso Radio Radicale, sia attraverso i siti radicali e della Rosa nel Pugno. Ti chiedo, chiedo a tutte le compagne e a tutti i compagni che sarò riuscito a raggiungere stanotte o sin dalle prime ore di domani, giovedì, le tue, le vostre reazioni, i vostri suggerimenti, le vostre iniziative per fare il necessario atto a proporre e contribuire ad imporre il rilancio pieno ed effettivo della nostra Rosa nel Pugno, data invece per morta o in agonia, spacciata; da parte di chi sin dall'inizio dell'anno ha operato in modo di soffocarci sul nascere o di eliminarci corrompendo tutto il corrompibile, ovunque per natura presente.
Quante volte Enrico ha avuto il merito di avvisarci tutti della forza, della violenza delle "pressioni" che più di noi tutti, l'intero Sdi, ovunque, era ed è sottoposto da parte dei titolari del potere oligarchico e conservatore operanti al vertice del regime politico attuale, cui la Rosa nel Pugno è sola forza davvero alternativa.
Si fa tardi. Ti chiedo di lottare insieme perché non diventi subito "troppo tardi" per salvare, rilanciare e rafforzare la tua, mia, nostra impresa. Ripeto ancora una volta, te ne chiedo scusa: se vi sono momenti nei quali ci sembra di non avere più speranza, quello è il momento in cui è possibile e necessario essere speranza per tutti. Se puoi, se vuoi sarò lieto di una tua risposta.

Marco Pannella
della Segreteria Nazionale della Rosa nel Pugno m.pannella@rosanelpugno.it

P.S. : A questo link trovi un servizio comparso stamattina nientemeno che sul "Secolo d'Italia". Naturalmente né io, né te (immagino) siamo disposti a fargli un sia pur minimo credito. Fantasie, di certo; anzi, fantasticherie prive di fondamento. Però ammetto di esserne stato un po' impressionato quando l'ho letto. Scherzi dell'arteriosclerosi! Marco
nei commenti la mia risposta inviata a Pannella alle 9, 15 circa di questa mattina

17 commenti:

vito schepisi ha detto...

Caro Marco,
non so se avrai coraggio e saprai far ammenda dei tuoi errori. Sei stato usato e molti ti avevano informato. Anche la tua polemica con Capezzone, prima e durante il Congresso di Padova, è servita a ridurre il significato del ruolo dei radicali liberali nella Rosa nel Pugno. Emerge una componente radicale incoerente, litigiosa, priva di obiettivi ed appiattita su Prodi ed il suo governo. Quello che non riesci a comprendere da anni è che non può esistere un radicalismo di matrice socialista. L’anima radicale nasce liberale, solo liberale! E’ inutile ripercorrere la strada dei tuoi, dei vostri errori. Per quanto siate ancora in tempo, denunciate l’accordo, rendetelo superato. Siate voi a prendere le distanze da una componente socialista emergente che vuole porsi in dialogo strategico con i DS e con le prospettive del Partito Democratico. Non lasciatevi rimorchiare dagli eventi. Siete stati utili per i voti sia al centrosinistra che ai socialisti dello zero virgola qualcosa. Ora non servite più. Non avete voti al Senato( ve li hanno scippati)e quelli che avete alla Camera non contano in una maggioranza solo numerica, e solo di gestione del potere, una maggioranza di ricatti. Vale più Pollaro di tutti voi radicali e lo sapete. Emma Bonino certamente è un ottimo ministro, forse tra i migliori, assolve il suo compito con impegno e dignità, anche se a volte dimentica di far sentire la sua voce. Si dimetta! Questo non è il suo Governo. Non è un Governo per una storia come la sua. Si dimetta prima che i socialisti con la complicità di Prodi e dei DS ne chiedano la sostituzione con un ministro socialista. Abbiate coraggio! Riprendete il dialogo con i liberali riformatori, spezzate le cinghie di trasmissione con la maggioranza più arrogante ed illiberale che ci sia. L'uscita dei radicali è probabile che compatti ancora di più la maggioranza ma più che compattezza sarà una serrata. Avrete dato significato al vostro ruolo e reso più visibile il disegno restauratore e conservatore di una sinistra senza una politica, unita solo per governare.
Con amicizia. Vito
http://vitoschepisi.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

E che cazzo, caro Marco, come puoi con la tua esperienza commettere certi errori? Perche' la letterina a Vito non l'hai scritta prima di fare l'accordo con Boselli? Ti avrebbe spiegato per tempo chi i radicali sono molto piu' vicini come tradizione: a Calderoli, ai Feltri, Bondi, Pera, Schifani, Dell'Utri pduisti e mafiosi vari. E che cazzo hai amici cosi colti e poi non ne fai tesoro. Sprovveduto!
Se invece Boselli avrebbe chiesto consiglio a me, facilmente avrei potuto ricordagli che non si fa lunga strada con chi nel passato ha visto Berlusconi come interlocutore, se non altro perche' con la politica non c'entra un cazzo, e' il qualunquismo fatto persona.
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

I radicali sono vicini ai valori occidentali. I valori di libero mercato e di pluralismo come anche i valori di difesa della democrazia e dei diritti degli uomini in ogni parte del mondo. I radicali, al contrario di quelli come Lei, non stabiliscono prima il tasso di vicinanza o meno agli USA o ad Israele prima di condannare efferatezze e bestialità. Non hanno bisogno di giustificazioni rivoluzionarie per giudicare repressivo antidemocratico e totaliatario, ad esempio, il regime di Fidel Castro a Cuba. I radicali non avevano bisogno di avalli dell'ONU per considerare efferato, sanguionario, dispotico e repressivo il regime iracheno di Saddam Hussein. Le ho spiegato alcune caratteristiche che dovrebbero contraddistinguere i radicali dalla sinistra italiana. A queste si aggiungano le iniziative dei radicali sulla giustizia e sulla "irresponsabilità" dei giudici. Per i radicali nessun servizio dello Stato può essere immune da critiche e sanzioni relazionate ai comportamenti illeciti o finalizzati. Nessun individuo, ancora, deve essere "giudicato" dalla sua corporazione. Quello radicale è un'interpretazione del diritto equilibrato e sottoposto al controllo del popolo e non gestito in modo autorefernziale, come piace a quelli come Lei.
I radicali consiedrano la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti in linea con l'ordinamento democratico della maggiori democrazie occidentali. I radicali sono per la diffusione del pensiero e per la moltiplicazione delle fonti e non, come vorrebbe Lei ed i suoi sodali, per la soprressione delle voci scomode.
L'appello di un liberale ai radicali perchè prendano le distanze da questa maggioranza mi sembra, pertanto, del tutto pertinente.
N.B. i signori che Lei ha nominato non hanno niente a che fare con la P2 o con la mafia.
Legga invece l'Espresso in edicola sulla questione dell'arresto di questa estate in Calabria del capogruppo DS e delle intercettazioni telefonica dei suoi colloqui in carcere con il deputato dell'UDEUR Ennio Morrione che gli ha garantito "il trasferimento" del Gip. Il Gip è stato trasferito due giorni dopo. Le questa come la chiama?
Quello di cui non si rende conto è che Forza Italia, rispetto ai partiti sulla scena politica ed in particolare al più grosso della maggioranza è un "covo" di giocatori di bocce. Il malaffare se vuole cercarlo e se la magistratua italiana volesse cercarlo è da altra parte ed è sotto gli occhi di tutti. Basta volerlo cercare e saper veder chiaro. A volta sarebbe sufficiente un po' di malafede in meno e volontà a cercarlo. Mi capisce signor Nocera?

Anonimo ha detto...

Hei amico!! Non cambiare binario, non sei tu certo autorizzato a ricordarmi i meriti dei radicali.
TUSEI SOLO UN PROPAGANDISTA BERLUSCONIANO e non dei migliori, visto che pedestremente rimandi quanto ti passa Libero ed Il Giornale.
Quindi le pippe vai a farle da un altra parte! Capito!!
Gerardo Nocera
E visto che ti trovi vedi chi hanno inquisito proprio ieri in Calabria, ma a te quello che non ti conviene ti sfugge.

Anonimo ha detto...

Vedo poi che oltre alle difficolta' di capire i concetti, si aggiunge in te anche quella della percezione del signigicato letterale;se io scrivo:
"Calderoli, Feltri ecc. pduisti e mafiosi vari", si legge che oltre a quelli elencati vanno aggiunti.....
Non sto mettendo le mani sul fuoco per nessuno, ti sto solo insegnando come si legge l'italiano
Gerardo Nocera

Arturo Diaconale ha detto...

Riporto dal blog di Arturo Diaconale "Orso di Pietra": http://diaconale.blogspot.com/ il commento dell'amico Diaconale alla lettera di marco Pannella. Lettera e commento pbblicati su "L'Opinione" del 10 novembre 2006:
"Pubblico a fianco la lettera che Marco Pannella ha scritto nella serata di mercoledì 8 ottobre e che ha inviato a tutti gli iscritti e i simpatizzanti radicali per informarli dell’imminente rottura da parte dei dirigenti dello Sdi della Rosa del Pugno. Con conseguente immediato scioglimento non solo del partito con il simbolo della Rosa, ma anche del gruppo parlamentare. L’allarme di Pannella nasce da un articolo del “Secolo d’Italia” in cui si preannuncia che l’operazione di smantellamento della Rosa nel Pugno è partita. Che a guidarla è il presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, da sempre ostile al connubio tra socialisti boselliani e radicali. Che passa attraverso la sostituzione di Enrico Boselli dalla segreteria dello Sdi con il presidente della Regione Toscana Riccardo Nencini. E che il suo punto di approdo è l’ingresso nel costituendo Partito Democratico, o, comunque, nei Democratici di Sinistra. Non pubblico la lettera-appello del leader radicale per poter, tardivamente ma legittimamente, sottolineare che avevo ragione ai tempi della nascita della Rosa nel Pugno nel sostenere che l’incrocio tra partiti dai Dna profondamente diversi non avrebbe prodotto frutti di alcun genere. Con l’eccezione, ovviamente, del ritorno di una pattuglia di radicali nel Parlamento nazionale. Le ragioni tardive non servono a nulla. Pubblico invece la lettera di Pannella per sostenere che il fallimento dell’operazione che avrebbe dovuto dare peso e corpo alla componente laica, liberale, libertaria e socialista all’interno del centro sinistra, non può passare come l’inevitabile conclusione di una avventura bislacca nata male e conclusa peggio.
Pannella chiede e offre aiuto a Enrico Boselli per salvare la Rosa nel Pugno e la sua leadership nello Sdi. Ma sa benissimo che l’esponente socialista non può e, probabilmente, non ha alcuna intenzione di ascoltarlo. Mettere insieme gli eredi di Vecchietti e Basso con quelli di Pannunzio ed Ernesto Rossi non era e non è possibile. I primi inneggiarono ai carri armati sovietici in Ungheria nel ’56. I secondi non furono mai succubi dell’egemonia politica e culturale dei comunisti sulla sinistra italiana. Per cui è assolutamente naturale che i figli e i nipoti dei “carristi” finiscano a rimorchio degli eredi del Pci nel Partito Democratico o tra i Ds liberati del vecchio “correntone”. Ed è assolutamente indispensabile che chi ha condotto le più intense battaglie per i diritti civili e per le libertà democratiche, si ponga oggi il problema del “che fare”. Non in termini contingenti, nei confronti del governo precario e pencolante del catto-comunista Romano Prodi. Ma in termini di strategia futura. Pannella chiede agli iscritti e ai simpatizzanti di far sentire la loro voce sulla sorte della Rosa nel Pugno. L’augurio è che la richiesta trovi tante risposte. Ma, soprattutto, che queste risposte vengano accolte dallo stesso Pannella. Almeno per una volta nella vita il leader ascolti la sua base. Che mai come in questo momento sembra essere più lucida del suo capo e dei suoi più stretti collaboratori. E non vuole resuscitare la Rosa per svolgere il ruolo senza futuro dei “giapponesi di Prodi” ma solo per dare un futuro autonomo ad una grande area neo-liberale e neo-radicale capace di dettare le proprie condizioni ai due poli in via di scomposizione."

Anonimo ha detto...

Diaconale, tuo degno compare di propaganda, non e' credibile,qualunque cosa dica. Cerca solo di portare acqua al mulino Dell'Utri. Non vorrai negare anche questo?????
Insomma quello che fanno radicali e socialisti non sono cazzi vostri!!!!
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

Signor Nocera,
si sente forse in grado di giudicare l'umanità? Chi è Lei, distributote di patenti di legittimità, per giudicare il suo prossimo? Come può entrare nel merito delle scelte dei radicali, della matrice storica e di pensiero dei radicali libertari, Lei che è lontano miglia e miglia dalla natura stessa del libero pensiero? Io La vedo più simile a Di Pietro che a Pannella o la Bonino. Un vuoto di cultura e di valori, sbracato moralizzatore dei costumi altrui, forcaiolo e carnefice, incolto rappresentante di un'Italia misera e senza idee. Amorale fustigatore di luoghi comuni, raccoglitore di spazzatura etica ed immorale, fautore di una forma di fascismo violento e repressivo. Autore di pensieri(sic)sull'ordine e la legalità mondiale ( noivello Hitler). Misero interprete di un'Italia furfante che si serve di loschi e meschine figure per commissionare le proprie vendette. Mi fermo qui. Cosa vale parlare di gente così mediocre?

Anonimo ha detto...

Come al solito non hai capito un cazzo.
Ripeto in modo piu' elementare(quindi accessibile a te), tu e Diaconale essendo dei propagandisti a pagamento non siete credibile, qualunque cosa diciate; e' piu' chiaro adesso? Non mi costringere a ripetere le stesse cosa, sforzati cazzo!!
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

E' Lei che non capisce nulla Nocera. Lei continua a sostenere un'accusa che non regge, almeno nei miei confronti. Diaconale è un liberale di vecchia data e da tempo direttore de l'Opinione. Cosa crede che solo Mieli o Mauro o chi altri? Sia autorizzato ad esprimere opinioni politiche? E' Lei che non ha capito niente di ciò che ho scritto. L'ho paragonata a quanto di più osceno sia capitato in politica e solo la mia composta capacità di tollerare anche quelli come Lei mi impedisce di dileggiarla in modo ancora più diretto. Lei non ha misura, assolutamente, ha la presunzione dell'assoluto. Si vergogni! Quelli come Lei sono solo fautori di violenza e di ferocia.

Anonimo ha detto...

E quelli come te e Diaconale sono solo fattori di mistificazione,altro che opinioni politiche, non ne siete capaci!!!
Gerardo Nocera

Anonimo ha detto...

Ma alla fine su una cosa possiamo convenire, a tutti i fatti inconfutabili che ti ho portato hai risposto solo dileggiando, altro che tollerante.
Io sono sensibile al dileggio, ma non certamente in questo caso, per quelli di FI l'unica difesa e' il dileggio. Dove li vanno a trovare gli argomenti!
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

Nocera ho parlato di "fautori" e non "fattori", anche se per Lei può sembrare la stessa cosa. Mistificazioni? Dica in quale circostanza? Dileggio? Questa poi! Io rispondo col dileggio ai fatti? Perchè i fatti li declina Lei? Ma non mi faccia ridere! Ogni mia parola caro Nocera ha un riferimento nella realtà, nei fatti, nella sostanza. Lei in ogni circostanza sa solo ed sclusivamente rappresentare Berlusconi e coloro che concordano con la sua linea politica come malfattori, mafiosi, indegni, venduti, opportunisti, matti...ho omesso qualcosa? Lei fa lezioni di tolleranza a me! Posso rifarmi ad una frase ricorrente del suo "idolo" Prodi..." ma siamo pazzi?" Guardi che l'ho pronunciata con voce ispirata ... come il suo uomo bugiardo.

Anonimo ha detto...

Confermo fattori; confermo tutto il resto, tolga solo matti, sono invece paraculo(furbastri).
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

Nocera Lei si conferma sempre. Conferma sempre d'essere un povero idiota.

Anonimo ha detto...

A proposito della differenza tra fatti e dileggio.
Complimenti!!!
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

Signor Nocera, grazie!!!!!