16 novembre 2006

La cicala e la formica


Cambia l'atmosfera, cambiano le stagioni, cambia anche la favola " La formica e la cicala".

Da piccoli ci insegnavano come si doveva vivere e ci raccontavano : La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride,danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate mentre la cicala trema dal freddo, rimane senza cibo e muore.

* * * * * *

Oggi si deve sapere che : La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona le provviste per l'inverno.
La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride,danza, canta e gioca tutta l'estate.
Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le provviste accumulate.
La cicala tremante dal freddo organizza una conferenza stampa e pone la questione del perché la formica ha il diritto d'essere al caldo e ben nutrita mentre altri meno fortunati muoiono di freddo e fame.
La televisione organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la cicala tremante dal freddo, nonché degli spezzoni della formica al caldo nella sua confortevole casa con l'abbondante tavola piena di ogni ben di Dio.
I telespettatori sono colpiti dal fatto che, in un paese così ricco, si lasci soffrire la povera cicala mentre altri vivono nell'abbondanza.
I sindacati manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà della cicala, mentre i giornalisti organizzano delle interviste domandando perché la formica è divenuta così ricca sulle spalle della cicala ed interpellano il governo perché aumenti le tasse della formica affinché essa paghi la sua giusta parte.
In linea con i sondaggi il governo redige una legge per l'eguaglianza economica ed una (retroattiva all'estate precedente) anti discriminatoria.
Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver occupato la cicala come apprendista, la casa della formica è sequestrata dal fisco perché non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la formica lascia il paese e si trasferisce in Liechtenstein.
La televisione prepara un reportage sulla cicala che, ora ben in carne, sta terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la primavera sia ancora lontana.
L'ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala, comincia a deteriorasi nel disinteresse della cicala e del governo.
Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza di assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un costo di 10 milioni di Euro.
Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa evidenzia ancora di più quanto sia urgente occuparsi delle ineguaglianze sociali; la casa è ora occupata da ragni immigrati.
Il governo si felicita delle diversità multiculturali del paese così aperto e socialmente evoluto.
I ragni organizzano un traffico d'eroina, una gang di ladri, un traffico di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità.
I partiti propongono l'integrazione perché la repressione genera violenza e la violenza chiama violenza.
Morale: tutto non è come sembra e se si vuole l’impossibile diventa possibile


Questa favola, riveduta e corretta, l'ho ricevuta questa mattina dalla mia amica Emanuela in Israele.

17 commenti:

Daniela Torre ha detto...

Realmente drammatico !! 15 anni fa ne avevano raccontata una versione più breve, dove la cicala dopo l'estate passata a fare nulla, veniva ingaggiata dagli americani, e diventava una Star...giustamente c'è stata un'aggiunta doverosa ! Ok... però la formica dopo mille peripezie, scopre come incentivare , motivare tutti i ragni e partiti, a dirigersi altrove: nel paese dove nasce il sole, un paese delle meraviglie, delle nuove opportunità! Così smisero tutti di picchiarsi e prepararono i bagagli e partirono tutti, ma proprio tutti, accompagnati dall' "Agenzia del Gatto e la Volpe", organizzatori di fama internazionale per il benessere e la prosperità nel mondo. Una volta arrivati come sotto ipnosi, anche solo per l'odore forte e pungente di cibi speziati, felici, si preparavano con corsi di formazione, per imparare lingua e cultura del posto, e questo richiedette parecchio, parecchio tempo; poi cominciarono i corsi di agggiornamento, e per alcuni più fortunati un nuovo progetto di vita da realizzare! E passò così ancora tanto, tanto tempo. Era meraviglioso, fra studi e divertimenti, balli, karaoche e distrazioni virtuali,e dopo un po', anche un po' confusi da tante prospettive allettanti, si dimenticarono persino chi erano e da dove venivano. E la formica dimenticò anch'essa, e perdonò. E vissero tutti felici e contenti. Ciao Vito, ti avevo risposto sul forum, ma gli amici della cicala, mi hanno prima pubblicato il post, e poi me lo hanno oscurato. Giuro, non avevo scritto nulla di sovversivo...Mah!
Daniela Torre

Anonimo ha detto...

Sono stato in Congo, Gabon, Costa D'avorio e Nigeria; ho incontrato una marea di cicale nullafacenti, per la verita' cantavano(solo se qualche uomo bianco gli infilava un gettone di poco prezzo), quindi poco, sembra che passi la voglia di cantare a pancia VUOTA.
Sembra che l'Africa sia stata e sia la piu' grande risorsa di materie prime e diamanti; mi chedo con la filosofia della sua amica isdraeliana, ma perche' queste stupide cicale non ne approfittano e si mettono a lavorare?
Vi e'mai capitato di riflettere che con l'agricoltura sovvenzionata affamiamo il terzo mondo, incluse le poche formiche che ci vivono.
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

Ciao Daniela,
beninteso, come ho scritto da un'altra parte ad Alessandra, una simpatica e cara amica, questa favola riedita non è un inno contro il multiculturalismo e neanche un cinico pensiero rivolto contro chi formica non riesce ad essere. E'un segnale alle ragioni che spesso motivano un sentimento di sconforto. Quante volte nelle nostre esperienze abbiamo ascoltato il lamento delle formiche? E quante volte constatato l'ineffabile e furbesco atteggiamento di uomini e gruppi che vivono alle spalle di chi lavora? Quante volte abbiamo constatato la mancanza di rispetto, per i valori e la società che accoglie uomini e famiglie di terre lontane?
Alessandra mi faceva osservare "...anche se non si può generalizzare, si rischierebbe di buttare nel calderone i meno fortunati quelli veri. Un po' hai ragione. Ho conosciuto chi, spocchioso, non si adattava e guardava nel piatto della formica invidiando. Si chiedeva cosa avesse di meno per non avere lo stesso. La risposta era anche piuttosto semplice: guardi ma non agisci; guardi e non ti adatti; Guardi e non inizi dal basso; Pensi che ti sia dovuto quel che cerchi, ma non combatti; torni a guardare e non ti impegni; Pensi di dover prendere il posto dell'altro e non a migliorarti. L'ho pensato spesso quando mi fermavo a parlare con persone-cicala fino in fondo. Questo non significa che la nostra società non debba essere multiculturale. Il male non è nella diversità di cultura, il male è nel voler distruggere e non costruire. Molti italiani sono cicala, e sono coloro che giustificano e lottano per i diritti degli stranieri-cicale. Molti italiani sono formica, e sono coloro che lottano per i diritti degli stranieri-formica.".... Così rispondevo ad Alessandra: "I meno fortunati non conoscono l’estate ed i canti ed i suoni. La loro gioia è nella umanità che ricevono, non nel consumo effimero delle risorse rese loro disponibili. E’ inutile e mortificante guardare altrove ed osservare ciò che manca per non avere tutto o quasi. E’ più appagante offrire l’occorrente a chi non può impegnarsi per ricevere, anziché ambire ad avere ciò che non è necessario. Se qualcuno pensa che il detto “meglio vivere un solo giorno da leoni che una vita intera da pecora” significhi consumare tutto in breve tempo godendo per questo tempo tra gioie e piaceri, pensa male. Non si può chiedere a coloro che vivono una vita normale, ma serena e modesta, di sopperire ai bisogni di coloro che hanno consumato nel breve periodo ogni risorsa della propria sussistenza. Il detto si riferisce alla necessità di essere uomini e di avere dignità. Esser tali significa impegnarsi nella società per se e per gli altri. E’ così che si vive da leoni. Esaltando la dignità dell’individuo e la sua capacità d’esser uomo sensibile. Ben venga la diversità della cultura, ben venga il confronto anche serrato, anche conflittuale …ma con la consapevolezza da tutte le parti che ogni popolo ha delle radici. Le radici non si rinnegano. Le radici non è giusto che siano mortificate, vilipese e calpestate. Gli uomini formica realizzano per loro e per la società intera, anche per la ricchezza che possa consentire la vita e la sussistenza oltre che la dignità degli stranieri cicala o formica che siano. Gli uomini cicala sono di solito egoisti ed insensibili, finché hanno la disponibilità per il consumo delle risorse, ai bisogni degli altri."
La mia risposta ad Alessandra, penso, sia risposta esaustiva del mio pensiero.

Daniela Torre ha detto...

Ciao Vito! Scusa sai, ma ho fatto una gaff enorme; ti ho scritto del post oscurato, e invece guardavo sul forum sbagliato ! Abbi pazienza, era tardi si vede che il cervello era "oscurato". Ho già chiesto perdono al moderatore..lo trovi sul forum :E' vero che gli stranieri hanno un odore diverso...Ciao

vito schepisi ha detto...

L'ho letto ed ho dato la risposta alla tua domanda. Devo dirti che la risposta è nello stesso tempo semplice e complessa. Semplice perchè è l'unica plausibile. Complessa perchè implicherebbe la trasformazione radicale dello stato. Sarebbe necessario intervenire sulla Costituzione e riprenderne alcuni principi ignorati. Se vuoi su questa strada possiamo anche fare approfondimenti. E' un percorso esaltante e meno stupido del confronto sui luoghi comuni che alimenta la stupidità e la partigianeria di tanti.

Anonimo ha detto...

Scusi Daniela Torre, vorrei chedere anch'io qualche cosa al moderatore, come si fa? E quale sarebbe il forum di cui parli?
Dell'intruglio, con il quale ha risposto Shepisi non saprei che dire; una massa informe di luoghi comuni, tanto al chilo, una densa nuvola dolciastra dove si nascondono responsabilita' e ragioni che determinano i fatti, mi fa riccordare un vecchio parroco di paese che esortava i contadini a compiangere i ricchi che erano costretti a mangiare, poveracci, i gallinacci bruciati sul fuoco rovente; mentre loro fortunati potevano cibarsi di fagioli ed erba fresca.
Ma gia' sappiamo che Schepisi da il meglio di se solo quando deve sproloquiare del suo idolo BERLUSCONI!, il resto e' noia!
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

Nocera...che si intromette? Sia serio e composto. Non sono cose per Lei.
Mi costringerà ad elaborare una risposta ..similtimbro...in cui Le possa affermare che io idoli non ne ho. Ciò non toglie, però, di poter valutare in modo diverso dal Suo l'operato del Governo Berlusconi e di considerare quest'ultimo, al contrario di Prodi, uno "statista". Se vorrà, per rendere meno idioti i suoi interventi, si potrà discutre su ciò che si intende per statista. In quel caso potremmo divergere su qualcosa di utile anzichè su stupidi nominalismi. Con Lei, però, non ho spranze. La sua funzione vorrebbe essere demolitrice della mia persona e della mia credibilità. Non penso ci riuscirà mai.
Il mondo cambia caro Nocera. Ora sono i legumi e l'erba fresca i piatti dei più abbienti....sono più slutari e genuini...mentre i gallinacci, "bruciati" sul fuoco son diventati più diffusi sulle tavole delle famiglie povere.

Anonimo ha detto...

Ecco! Il supporter del demagogo si conferma!
Se fagioli e polli volevano simboleggiare il malessere ed il benessere goduto dai ricchi e che i poveri devono solo accontentarsi di guardare come i ricchi se lo godono, vedi tutta la TV spazzatura, organizzata su questo concetto.
Il nostro supporter demagagicamente, come il curato dice: beati voi poveracci!!
Credimi mi aspettavo questa risposta, ormai per me sei un libro aperto!
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

Signor Nocera...ma si mangi pollo, fagioli e tutte le erbe che vuole! E' Lei che non riesce a cogliere gli aspetti più elementari della mia ironia. Il mondo cambia signor Nocera e cambia perchè si diffondono i pensieri, si diffonde la cultura, si allarga la ricchezza, si riducono le crisi del bisogno. Dove non avviene è nei luoghi in cui la mentalità ristretta, come la sua, impedisce o limita il diffondere di libertà e conoscenza. Dove si ha paura del nuovo che avanza. Dove non si diffonde la cultura del fare...ma solo quella dell'avere.
Dove si difende un Santoro, opulento e beffardo ed un Biagi, avido e spocchioso, gridando al complotto ed alla censura nel mentre la censura cala come un nero panno sulle teste degli italiani resi schiavi e sudditi.

Anonimo ha detto...

Ma come funziona questa storia che dopo che ti dimostro l'enormita' delle minchiate che scrivi, parli d'ironia; guarda che ti confondi, ironia non vuol dire sparare cazzate.
Se tu non fossi stato un mestierante della propaganda, avresti a questo punto smesso di presentare le cose ovvie come il tuo credo liberale; sempre ho scritto contro chi non rispetta le leggi e le regole del libero mercato(tanto per non fare nomi facciamo solo cognomi:Berlusconi) e non contro il mercato.
La novita' culturale poi quale sarebbe? Quella di cui e' intriso l'inno all'egoismo che ti ha mandato la tua amica isdraeliana?
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

Non ho niente da correggere e difendere ma solo invitare a leggere lo spessore di ciò che Lei dice in confronto alle mie tesi. Anche il paradosso ironico che Lei non riesce a comprendere tra il divenire nella storia e nella tradizione dei popoli. Anche ciò che una volta non si disponeva oggi si dispone ed il divenire è talmente rivoluzionario... se solo si ricorda anche quando una volta si disprezzava ciò he oggi si apprezza. Tra ironia e realtà cerco di spiegarLe tutte le incrostazioni che l'affliggono. Con Lei non c'è scampo. Mia nonna diceva di persona con difficoltà di comprensione che era "tarata". Lei è talmente limitato da non saper neanche discorrere e capire tra le parole le inflessioni di un modo di trasmettere.
Ha una tara che appesantisce gravemente il suo cervello.
E' patetico Nocera. Non saprei come meglio definirla se non in questi termini. Sappia che non ho nemici e non me ne creo, per mia capacità di tollerare ogni cosa. Evito di solito il confronto con stupidi e violenti. La invito pertanto, con cortesia, ad allontanarsi da questo mio spazio in quanto la considero tra gli stupidi e violenti con cui non gradisco aver rappori.

Anonimo ha detto...

Intanto, giusto per rimarcare la tolleranza, hai fatto diventare tuo uno spazio che tuo non e'(un po come Berlusconi quando si approprio' delle frequenze TV). Se conti i post, al massimo possiamo fare a meta', mettendo in conto i reclami del tuo valletto azzurro che potrebbe ricomparire.
Per il resto il tollerante usa:
belle parole
stile pacioso
e tanti complimenti mi fa.
Ma come si e' lasciato sfuggire una volta, se potesse chissa' in quale isola mi confinerebbe, e guarda caso, come il KGB, per tara mentale.
Sei un grande nel mistificare ma dilettante della propaganda, di fai sempre cogliere in fallo.
Coraggio ce' di peggio nella vita, adesso che chiariranno la storia dei brogli ne vedremo delle belle!
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

Caro Nocera, questo è uno spazio che mi sono creato per esprimere il mio pensiero. Non ho tolto niente a nessuno e neanche mi sono impadronito di niente se non del mio diritto di parlare nell'ambito di un contenitore dove esiste anche uno spazio per me e per i miei amici.
Il boomerang Deaglio è già partito...è vero speriamo di poterle vedere le belle ...che io so che ci sono. Per la questione delle bianche....e dell'ennesimo strumento della disinformazione...lasci peredere e si vada a consultare le modalità delle trasmissione dei dati e delle proclamazioni ufficiali degli eletti. Se brogli sono sono avvenuti...possono essere avvenuti solo nei seggi...o nelle corti di appello. Vuole forse insinuare che la "casta" dei giudici sia corrotta?...Questa si che se non fosse già così triste...sarebbe bella!
Il Diario e Deaglio fino a qualche giorno fa nessuno se li curava...da qualche giorno,però, tutto esaurito. Che stiano sorgendo emuli dello Berlusconi che si denigra!

Anonimo ha detto...

Fino ad oggi a parlare di giudici corrotti e' stato Berlusconi ed anche tu nel tuo piccolo.
Ma voi intendavate per il 100% o in buona parte?
Ma si sa per voi la verita' e' elastica e quindi plasmabile a convenienza.
Penso che non si chiarira' propri niente, perche' e' tanto grosso l'attentato fatto alla democrazia, che converra' atutti riparalo senza aizzare le piazze, che non si sa come risponderebbero.
L'importante rendere innocui gli attentatori passati e futuri.
Gerardo Nocera

vito schepisi ha detto...

Lei Nocera scade nel tragicomico. Le ho già indicato in altro post la notizia di agenzia dei magistrati di Roma che hanno ritenuto di non dover procedere al riconteggio dopo aver constatato le modalità della raccolta ufficiale dei dati elettorali. Il Film ed il giornale di Deaglio sono una bufala...una ignobile e meschina cortina fumogena per nascondere altre verità. Il popolo italiano, però, deve sapere la verità. Ha diritto di sapere. Ci verrà consentito?
Non ho mai parlato di giudici corrotti. Ho parlato di Lobby dei giudici e di giudici politicizzati. La corruzione è un'altra cosa anche se esercitare la giustizia in modo difforme dal diritto è pure parimenti ignobile. Guardi che gli elettori liberali e democratici non aizzano le piazze. Lo fanno solo a sinistra. Vogliono però la verità. Dar loro la verità è sacrosanto. Il fascismo si combatte giorno per giorno adottando pazienza e tolleranza. Si ricordi i valori veri, e non quelli falsi e plagiati, hanno carattere universale: alla fine emergono. So che la cosa Le interessa poco perchè chi è abituato a vivere nell'indecenza di un animo aggressivo e prepotente non si occupa o preoccupa della verità della storia, ma solo di quella di comodo per soddisfare la propria sete di odio.

Anonimo ha detto...

Ma com'e' strano il mondo, un popolo che inneggia un demagogo alleato di mafiosi, spie , razzisti e fascisti, vuole combattere il fascismo.
Come se una massa di magniaccia si riunisse per battere il fenomeno della prostituzione|

Anonimo ha detto...

Gerardo Nocera mi ricorda tanto quel difensore appassionato degli "ultimi"(se stesso), il quale sognando un mondo dove tutti si scambiano affettuosamente i beni prodotti da altri, nutrono intimamente, non un istinto di approvazione per chi produce benessere, ma una profonda invidia
perchè non sono capaci come loro. Infatti, nascondendosi dietro questo spirito alla Robin Hood, non solo non producono nulla ma non permettono agli altri di fare. In una sola battuta, Gerardo Nocera: "Odia i capitalisti, ma ama profondamente il capitale degli altri".

Firmato: La formica