04 febbraio 2007

Rapidità di pensiero



L’organo di informazione vicino a Romano Prodi non poteva lasciare che la stampa si occupasse della signora Berlusconi e dei suoi rapporti con il marito, senza che fosse posta un’alternativa alla curiosità della gente.
Sarà per questo che il Corriere della Sera nel suo inserto “Io Donna” si è occupato del sacrificio politico della Signora Flavia Franzoni, moglie del presidente del consiglio Prodi.
Costei si dice innamorata della politica ma è costretta a rinunciarci perchè consapevole che l’impegno in questa attività richieda decisione rapide:
“Non sono veloce a decidere, lì invece bisogna andare in fretta”.
Ricordo una dichiarazione rilasciata da Sircana, portavoce di Prodi, in cui questi spiegava alla stampa che il Professore aveva difficoltà nei rapporti con i media in quanto abituato a “dispiegare” i suoi concetti.
Il pensiero di Prodi necessitava di uno spazio di tempo più largo per essere esposto, e questo spazio non poteva circoscriversi ad un tempo al di sotto dei 20 minuti.
Mi ha così colpito questo profondo concetto del portavoce del Presidente del Consiglio e ricordo che subito ebbi un flash di pensiero, il mio non “dispiegato”, di appena un attimo in cui ho pensato che il pensiero fosse circoscrivibile in spazi di tempo.
A parte le mie difficoltà a comprendere il pensiero temporizzato, fui colto da una riflessione spontanea.
Pensai al pensiero a cottimo, ad esempio, come se fosse la costruzione di una manufatto da richiedere uno spazio quantificato di tempo in cui comprendere ogni cosa: materiale, mano d’opera, costi fissi, ingegno, uso della parola, ammortamenti e quant’altro.
Sircana descriveva il suo datore di lavoro come un imprenditore della parola: un venditore di parole.
Subito un’altra idea!
Pesando le parole, le incomprensioni, le gaffes, le reazioni, l’intolleranza, le ispirazioni, le pause, i toni, la gestualità, le bugie:
un venditore di chiacchiere.
Un’idea così ben riposta da incrociarsi con quella che già avevo formulato nell’esperienza trascorsa nell'osservazione del personaggio.
Leggendo il pensiero della signora Prodi, però, mi convinco che, similmente alla famiglia Berlusconi, anche nella famiglia Prodi ci siano motivi di incomprensioni e forse anche di comunicazione.
Le difficoltà, infatti, della signora Prodi non sono avvertite da suo marito che avrebbe, secondo i suoi collaboratori, necessità di tempi lunghi per “dispiegare” il suo pensiero.
Di questa sua necessità noi ce ne eravamo già accorti.
Possibile che la moglie non se ne sia accorta?
E la signora Franzoni, consapevole che per far politica sia necessario essere svegli e rapidi, perché non lo dice al marito consigliandogli di lasciar perdere?
Vito Schepisi

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