30 luglio 2009

Il Partito del Sud


Se c’è una cosa di cui gli italiani non sentono assolutamente il bisogno questa è la creazione di un nuovo partito. Se nell’Italia repubblicana, per ogni nuovo partito fondato, fosse stata invece realizzata un’opera pubblica non staremmo ancora oggi a denunciare le carenze infrastrutturali, la precarietà degli edifici, la mancanza di strade, scuole, ospedali, linee ferroviarie, porti, aeroporti, verde pubblico, carceri e case popolari. I costi dei partiti sono enormi. Tutti sanno o sospettano che questi costi vadano sempre a carico dei contribuenti, anche di quelli a cui viene l’orticaria solo a sentir parlare di un nuovo partito.
In questo scorcio d’estate in cui il Mezzogiorno, per mostrare le sue straordinarie bellezze, si illumina con il cielo più terso ed il sole più limpido d’Italia, le voci insistenti della formazione di un Partito del Sud, tolgono la tranquillità ed il sonno, più dello scirocco che, di sera, soffia dall’Africa.
Chi è meridionale conosce quali siano davvero le politiche per il Sud. Sa molto bene che la soluzione non è nei soldi, alimento spesso di mafie e clientele. La sicurezza, le strutture adeguate, i trasporti veloci ed i servizi efficienti sono invece i bisogni primari. I diritti e la legalità devono subentrare alla gestione arrogante e clientelare del territorio.
Chi è meridionale rifletta sui soldi spesi per anni a Napoli per l’emergenza “monnezza”, o a Bari con l’affare “sanità” ed avverta il bisogno della fiducia nelle funzioni dello Stato, perché siano sempre al servizio della legalità, perché sappiano erogare giustizia con rapidità, senza sollevare polveroni che finiscono col celare le responsabilità, intorpidire le acque o favorire una parte politica.
La gente del sud chieda Giustizia!
Non servono alla trasparenza le gesta erotico-sputtananti di compiacenti “signorine” se finiscono per coprire, con le pruderie di una cultura provinciale, la questione morale del centro-sinistra pugliese. Il Meridione ha bisogno di liberare le sue energie dalle catene dei soprusi e dalle acque melmose di interessi, vendette e ripicche. Il Mezzogiorno deve affrancarsi dalle furbizie della burocrazia, della politica e del malaffare.
Il Sud deve liberarsi dall’usura, dal pizzo e dall’abuso.
Bisogna essere chiari, anche a costo di sembrare sbrigativi e rozzi. Il Partito del Sud nasce, se nasce, per chieder danaro. Attorno all’idea si sono subito formate cordate, più o meno palesi, tra chi fiuta l’opportunità e chi mira al riciclaggio. Nell’un caso e nell’altro, sarà sempre una raccolta differenziata. E’ bene che si sappia, però, che la politica non è solo spesa e gestione, ma soluzioni.
La lotta tra poveri, ed il braccio di ferro per contare di più, è stato il risultato di oltre 60 anni di politiche con la questione della “centralità del mezzogiorno” in piedi. Questa “centralità” è stata tra gli obiettivi primari di quasi tutti i 66 governi italiani del dopoguerra . La Questione meridionale ha saturato la letteratura politica, sociale ed economica, come sosteneva Leonardo Sciascia: “Sappiamo bene che c'era già una "Questione meridionale: ma sarebbe rimasta come una vaga leggenda nera dello Stato italiano, senza l'apporto degli scrittori meridionali”.
Niente è cambiato, però, da quel “c’era già”: perché non è cambiato il modo di affrontarla la "Questione".
Basterebbe riportare la contabilità dei costi di questa politica per il mezzogiorno e dimostrare che con la spesa sostenuta sarebbe stata assicurata una vita agiata a tante generazioni di meridionali. La classe dirigente doveva solo astenersi dal fare qualsiasi cosa, per non combinare ulteriori guai, come è accaduto all’Ospedale di Agrigento, posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria, con le strutture portanti di calcestruzzo realizzate con la sabbia.
Lombardo e Miccichè, anziché al Partito del Sud, pensino ora ai 1400 degenti che non si sa dove potranno essere diversamente dislocati!
Vito Schepisi

5 commenti:

Partito del Sud - Roma ha detto...

Ovviamente sono d'accordo sul fatto che Lombardo e Miccichè non possono ergersi a difensori e rappresentanti del Sud...ma sono totalmente in disaccordo con altre cose, tipo l'affermazione "un Partito del Sud nasce, se nasce, per chiedere denaro".

Caro amico, un vero Partito del Sud esiste già ed e' nato a Gaeta nel 2007...non e' nato per chiedere denaro ma per difendere gli interessi del popolo meridionale, ovunque esso si trovi a vivere e lavorare, per risollevare una terra che e' stata trasformata in colonia dal nefasto 1861, l'anno di nascita della "questione meridionale".
Noi non siamo nostalgici, ma vogliamo e dobbiamo ristabilire la verità storica x ridare orgoglio ad un popolo assopito e colonizzato, oramai convinto in gran parte di essere "geneticamente e lombrosianamente" inferiore. Vogliamo inoltre far crescere una nuova classe dirigente meridionale che non va piu' col cappello in mano e in cerca di soldi per la sua rete di clientele e per la sua poltrona, una classe dirigente nuova che abbia progetti innovativi per la nostra terra, la nostra energia, il nostro ambiente, il nostro sviluppo.

Ecco l'indirizzo dei nostri siti e blog per maggiori informazioni:

www.partitodelsud.it
http://partitodelsud.blogspot.com
http://partitodelsud-roma.blogspot.com

Cordiali Saluti

Enzo Riccio

P. DEL SUD - sez. "Lucio Barone" Roma

vito schepisi ha detto...

Caro Riccio, penso che abbia interpretato bene il mio post. L'avevo con le prese di posizioni di alcuni che chiedevano soldi nel Dpef da destinare alla Sicilia, i cui problemi di spesa corrente ben si conoscono. Da meridionale conosco i problemi del mezzogiorno, le sue giuste richieste e le pretese, conosco il sistema delle clientele e tutta la letteratura dell'inganno. Ho messo in evidenza che con i soldi investiti per la "questione" meridionale alla fine è rimasto ben poco se è vero, come è vero, che il primo problema del sud è nella mancanza di collegamenti. Come un'impresa del sud può estendere il suo mercato se mancano i collegamenti? E come si può pensare ad una marcia diversa del sud se manca una politica finalizzata a ridurre le distanze ed i costi?
Ogni territorio ha la sua vocazione naturale. Penso al sud come ad un'oasi turistica in un'Europa invece tecnocratica, frenetica e schizofrenica. Il turismo, però, è ambiente, ecologia, genuinità, gastronomia, enologia, edilizia, strutture, cordialità, cultura, sicurezza, igiene ed organizzazione...ma se il solo turismo romagnolo è più intenso di Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia insieme? Ma se al turista che si affaccia a Napoli o Bari gli saccheggiano l'auto? E se a quello in Calabria e nel Salento, o in Sicilia, manca l'erogazione dell'acqua potabile nelle ore più calde?
Da uomo del sud...vorrei che al sud non arrivassero i soldi per arricchire le mafie ed i soliti noti, ma realizzazioni...forse su questa esigenza parliamo la styessa lingua (lo spero)...allora chiedo...serve un Partito del Sud? ...o serve un partito responasabile di dimensioni nazionali che sappia utilizzare il sud come una risorsa per l'intero Paese?
I miei cordiali saluti.
Vito Schepisi

Anonimo ha detto...

Ed invece i soldi sono arrivati, per i siciliani ovviamente.
Non capite una cosa fondamentale: per lo sviluppo del sud occorre che mafie,clientele,corruzioni siano scoperchiate e punite severamente.
Per fare ciò occorre allontanare prima di tutto dal potere gente collusa e vicino ai corrotti e corruttori, a qualsiasi colore politico essi appartengono.
Attualmente di gente così le istituzioni nazionali e locali sono piene.
Il partito del sud era una colossale boutade, una minaccia, un avvertimento per una prima trance di soldi, tra l'altro già stanziati e congelati che non possono essere utilizzati prima del 2010 e che non si sa come saranno utilizzati o meglio si può immaginare che fine faranno.
Ma dove vivete, sulla Luna?

Talita ha detto...

Caro Vito, entro in questo argomento in punta di piedi, in quanto conosco i problemi del Sud solo mediante la storia d’Italia, passata e presente.
Pur osservando dall’esterno, devo dire però che questo Partito del Sud mi è immediatamente sembrato una sterile provocazione e anche un modo per mostrare i muscoli al fine di risolvere beghe interne esclusivamente siciliane.
Non sposta nulla l’entusiastica adesione di Bassolino e di Loiero, due candidati a essere presto trombati e quindi in spasmodica ricerca di un salvagente: di qualunque forma e colore, sia pure una paperella di gomma.
Talvolta sento dire che il fantomatico Partito del Sud somiglierebbe un po’ alla Lega Nord. Ma dove? Ma quando?
La Lega Nord fu costituita negli anni Ottanta del secolo scorso da signori nessuno, accogliendo le istanze di un territorio e fregandosene degli sbeffeggiamenti a cui furono sottoposti inizialmente dai nostri grandi intellettualoni sinistri, quelli che si professano sempre “i migliori”, ma poi a ben vedere sono la testimonianza vivente del fatto che il Re è nudo.
Questo Partito del Sud è stato invece evocato nientemeno che da un Presidente di Regione e da un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, cioè due politici potentati che, invece di usare il potere che è stato loro conferito, s’inventano un Partito: il quale avrebbe giocoforza gli stessi funzionari che non sono fin qui riusciti a governare il Sud, se non assicurandosi feudi allegramente gestiti mediante il clientelismo e – sembra, in alcuni casi – perfino con pericolose connivenze.
E adesso passiamo ai rimedi con cui il Governo ha presumibilmente scongiurato il nuovo Partito fantoccio: toppe che sono peggiori dello strappo. Mi sembra che il metodo sia sempre lo stesso: dobloni, sghei, talleri, quattrini.
E addirittura un fantasma che si ripresenta come l’ombra di Banco a Macbeth, ossia la famigerata Cassa del Mezzogiorno – o meglio Feretro – che potrebbe anche essere denominata “Carolina”, ma sempre una schifezza rimane.
E poi, dulcis in fundo, ecco apparire all’orizzonte la solita commissione di saggi. Presi da dove? Forse dall’Area 51? Probabilmente gli alieni saprebbero che cosa fare.
E concludo: è mai possibile che in Italia, per far funzionare qualsiasi cosa, sia necessario un commissario oppure una commissione?
È mai possibile che lo Stato – di destra o di sinistra, di sopra o di sotto – non riesca a farsi da parte, lasciando il governo locale e, attenzione!!!, le RESPONSABILITÀ del governo locale ai locali stessi?
Allo Stato occorre delegare solo la pulizia del territorio da mafie, camorre, cosche e connivenze varie. Tutto il resto deve essere lasciato nelle mani dei residenti, i quali impareranno sulla loro pelle a eleggersi rappresentanti degni di tal nome. O no?
Ciao. Talita

vito schepisi ha detto...

Ciao talita, da uomo del sud, sono d'accordo con te. Nel testo del mio post ho scritto: "E’ bene che si sappia, però, che la politica non è solo spesa e gestione, ma soluzioni". Penso sia in questo pensiero la sintesi di un meridionale che non perde la speranza ed ha fiducia versio chi mostra di privilegiare "il fare". Nella mia riposta a Riccio di "Partitodelsud", non ti sarà sfuggito nel complesso il mio pensiero ed il grido di dolore di chi pensa al sud come fonte di enormi potenzialità per l'intero Paese. Dopo anni, e fiumi di soldi, in alcune regioni c'è ancora da costruire tutto. E' bene che si sappia che alla povera gente del sud c'è solo da addebitare la buona fede. Con onestà si deve dire che non è stata sempre una questione di un colore della classe politica, perchè destra, centro e sinistra hanno spesso usato gli stessi mezzi e le stesse politiche. Depretis al sud avrebbe trovato concorrenti adeguati al suo "trasformismo". La sinistra, però, è una corazzata ed utilizza lo sfruttamento metodico delle opportunità, come abbiamo visto in Campania ed ora in Puglia. Il filone spazzatura a Napoli se non fosse stato interrotto avrebbe assorbito ancora miliardi di euro ai contribuenti italiani, per lasciare sempre tutto com'era, come sosteneva Tommasi di Lampedusa... occorreva solo... "cambiare qualcosa per lascare tutto com'era". La sinistra intera (idv campana compresa)...non poteva non sapere... ed ha utilizzato Bassolino e Romeo, Saviano e Iervolino a cantare nello stesso coro di una sinistra abituata ad addebitare allo Stato ogni responsabilità. E' curioso che persino il cantante, un tempo simpatizzante di Bassolino, Pino Daniele, si sia dissociato dal cantare nel coro.
Troppo facile così!
I Politici meridionali devono, invece, dar conto delle loro spese.
I Fondi fas per la Sicilia erano solo stati congelati. Il Governo e Tremonti hanno paventato il loro utilizzo per la spesa corrente. Lo sblocco è dovuto ad assicurazioni ottenute ed ai progetti di cui si spera si vorrà monitorare la giusta realizzazione.
E' ridicola, a tal proposito, la sinistra che ha strumentalizzato il blocco del governo ed ora ne stigmatizza la disponibilità data.
Mia cara Talita la spesa sanitaria al sud è da spavento soprattutto se rapportata ai servizi da terzo mondo. In Campania la sanità è stata commissariata. Bassolino è tato nominato dal Governo commissario, ma ha fatto ricorso al tar per rifiutare la nomina. Questo episodio è sintomatico per comprendere la vergogna di certe amnministrazioni che consapevolmente hanno reso incontrollabile ...tutto, ma non si sono fatto scrupolo alcuno per assegnarsi compensi, consulenze e nomine ...tutto a peso d'oro.
Ora che fare?
A chi ha fame....prima di fornirgli la zappa, per guadagnarsi da vivere, è necessario dargli il pane e la minestra per sfamarlo, anche se solo per fargli recuperare le forze per lavorare.
Ciò che mi spaventerebbe è distruibuire soldi a pioggia, assisterli e mantenerli a spese dei contribuenti, senza metterli nelle condizioni di darsi da fare. Ho timore che senza controlli saremmo punto e a capo. Ora, se il governo prendesse in mano la "questione meridionale" per risolverla, sarei convintamente d'accordo, anche se per le competenze di legge devono essere le istituzioni locali a provvedere. Ma se questo organismo "speciale" del Governo si chiami "ente per ripristinare le condizioni civili di vita nel sud del Paese" o si chiami "cassa del mezzogiorno 2", purchè non abbia come sottotitolo "il ritorno", a me sta anche bene.... l'importante è che si sottragga dal diretto controllo locale i fondi da destinare.
Ciao! Vito