07 luglio 2010

Vendola in Puglia paga le "cambiali" all'Udc



Nella Regione Puglia i componenti del centrodestra della settima commissione consiliare “Affari Costituzionali” si sono dimessi dalla commissione. Hanno fatto la stessa cosa anche i consiglieri del gruppo Moderati e Popolari (nuovo gruppo composto da tre consiglieri eletti con il PD, l’Idv ed il Pdl). La settima commissione è una commissione di garanzia ed è assegnata alla minoranza. Il Presidente del Consiglio Regionale Onofrio Introna parla, però, di consuetudine politica. Sostiene che la motivazione di doverla assegnare “ad un esponente del maggior gruppo d’opposizione è da ritenere non formale, ma politica”. Tra gli aspetti formali e quelli politici, però, c’è la sostanza della “consuetudine” che in questo caso viene calpestata.
Una commissione di garanzia a beneficio dell’opposizione è tale se l’opposizione ne possa essere rappresentata con tutta la sua autorevolezza formale e politica, e non se si sceglie di farla rappresentare da un consigliere che deve la sua nomina alla volontà della maggioranza e che trova la sua nomina contestata dall’opposizione, forte del 44,22% dei voti dei pugliesi. I consiglieri di centrodestra si sono dimessi perché la commissione è stata assegnata ad un consigliere Udc.
Un metodo da mentalità autoritaria come appare quella del Governatore Vendola. Questi è uno dei presidenti regionali indicati come “cialtroni” da Tremonti. E’ il Governatore che ha recentemente ipotizzato il secessionismo, lasciando dubbi sul da che e da chi. Il Governatore che deve ancora spiegare ai pugliesi i motivi del mancato utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo; che deve dar conto delle promesse del 2005 del salario garantito, dell’abolizione sia delle liste di attesa che dei ticket sanitari e che, avuta in eredità una sanità con i conti a posto e con saldo attivo, l’ha precipitata nei debiti, nei disservizi, negli sprechi e nella corruzione.
Vendola che occupa anche gli spazi dell’opposizione deve spiegarci come mai la Puglia perde lavoro, non ha un piano di sviluppo, ha grosse difficoltà con lo smaltimento dei rifiuti, è deturpata nel suo territorio, ha l’agricoltura in crisi e le città degradate. Deve spiegarci gli sprechi e le megalomanie, i compensi tra i più alti d’Italia, il numero dei dirigenti, le consulenze, le sedi all’estero. E dato che si trova deve anche spiegarci se sia morale, con la crisi che c’è e con i tanti problemi per le famiglie e per i giovani, chiedere, come ha fatto, l’allargamento del numero dei consiglieri da 70 a 78 (otto in più e tutti a favore della sua maggioranza). E’ pazzesco pensare di voler essere premiato perché non è stato, invece, premiato dagli elettori ottenendo solo il 46,05” dei voti e dovendo la sua elezione esclusivamente alle furbizie elettorali di Casini e Poli Bortone.
Che sia un debito che Vendola sta pagando a Casini a spese dell’opposizione di centrodestra? E’ ciò che sostiene il Pdl ed il suo capogruppo Rocco Palese: “Vendola oggi ha pagato la seconda rata della cambiale del Patto elettorale con l’Udc: prima il segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio (che l’Udc ha rifiutato da noi e accettato dalla maggioranza), oggi la presidenza della VII Commissione che la maggioranza ha preteso di dare ad un centrista. L’Udc da oggi è formalmente in maggioranza e di questo risponderà ai propri elettori, ma la maggioranza si rende oggi colpevole di aver consumato uno strappo istituzionale senza precedenti”.
Il successo di Vendola in Puglia non è stata una meteora. E’ bene che a freddo si sappia che, nelle recenti consultazioni in Puglia, le cose sono andate così: il centrosinistra capeggiato da Vendola ha ottenuto il 46,05% dei voti; il centrodestra capeggiato da Palese ha ottenuto il 44,22% dei voti e la lista della Poli Bortone, alleata con Casini, ha ottenuto il 9,43% dei voti, (Udc di Casini 6,5% e Io Sud di Poli Bortone 2,93%).
Se si parla di minoranza, sostengono pertanto nel Pdl, appare chiaro che si faccia riferimento a quella che ha conteso la guida della regione a Vendola. Se è così, appare sospetta la convergenza della maggioranza sul candidato dell’Udc, spacciato per il candidato della minoranza. Il Pdl e tutto il centrodestra avanzano il sospetto che la pattuglia degli uomini di Casini sia in effetti una finta minoranza. Un sospetto già apparso allorquando il gruppo degli uomini di Casini rifiutava l’offerta di un incarico nell’ufficio di Presidenza in rappresentanza dell’opposizione, mentre accettava la stessa offerta fattagli dalla maggioranza. Quando si dice che la forma sia sostanza!
La maggioranza, inoltre, non può non essere consapevole che per minoranza debba intendersi la reale alternativa politica alla giunta guidata da Vendola. Non ci sono margini di interpretazione. Anche i numeri parlano chiaro. Se fosse confermata la bocciatura dell’allargamento dei consiglieri regionali della Puglia da 70 a 78 (tutti ad esclusivo beneficio della maggioranza) e con il disimpegno di alcuni consiglieri (2) eletti nella maggioranza, ora nel nuovo gruppo Moderati e Popolari collocatosi all’opposizione, si ridurrebbe il numero dei consiglieri di maggioranza in Consiglio Regionale (36 contro 34 dell’opposizione), rendendo più che un sospetto l’Udc che si prepara al soccorso.
Vale la pena riportarne gli aspetti più salienti della conferenza stampa del Capogruppo del Pdl Rocco Palese: “E' la prima volta – ha detto – che questa Commissione meramente istituzionale diviene merce di scambio politico”.“Quando la maggioranza – ha continuato – stamattina ha imposto la votazione di un Presidente dell’Udc abbiamo abbandonato i lavori della Commissione e ne chiediamo l'abolizione perché non ha più senso che essa esista. Specie dopo che, in nostra assenza, la maggioranza come un caterpillar si è votata pure il vicepresidente che spetta all’opposizione”. ''Oggi - ha detto ancora Palese - la sinistra ha compiuto il vilipendio della democrazia; ha dimostrato che vuol balcanizzare il Consiglio regionale. Nostro malgrado non potremo tener fede all’impegno di fare di questa una Legislatura costituente e da oggi il nostro atteggiamento cambierà: finora da parte nostra ci sono state solo censure politiche, da oggi ci rivolgeremo anche ad altre Istituzioni per ottenere giustizia e verità, per far valere ragioni e diritti che in questo Consiglio non esistono più. Se Vendola pensa di eliminare così le altre forze politiche sbaglia: se parteciperemo ai lavori delle altre Commissioni si accorgeranno di noi”.
Sono espressioni che per peso e gravità si commentano da sole. Sono in pericolo le garanzie democratiche in Puglia.
Vito Schepisi

Nessun commento: