21 novembre 2008

Orlando e Zavoli: differenze di cultura e di umanità

C’è soddisfazione per la fermezza del Pdl nel respingere la candidatura del Senatore Orlando alla Presidenza della Vigilanza Rai.
Le ultime dichiarazioni dell’uomo di Di Pietro non smentiscono la sua fama di animoso e caustico dietrologo. E non si capisce il perché della tanta ostinazione sul suo nome anche del PD, non si comprende perché la soluzione Zavoli non sia emersa per tempo, senza dover indurre la maggioranza a votare un diverso presidente nel senatore Villari.
Orlando è rimasto l’uomo del “sospetto come anticamera della verità”. Un’espressione eloquente di mentalità autoritaria che richiama, per ferocia e sommarietà di giudizio, un malcelato culto dei metodi adottati, in Italia nel ventennio e nei paesi del socialismo reale dell’est europeo, per la persecuzione e la condanna degli avversari politici.
La sua prosa è sempre intrisa di giustizialismo forcaiolo. L’astio e la sua intolleranza sono travolgenti come le rapide di un fiume in piena, come il flusso impetuoso di un mix di acqua e di fango che esonda, che rompe gli argini del buonsenso, sgorga dalle pietre, dagli anfratti, dalle fogne come una melma di acqua inquinata.
Che Orlando non fosse l’uomo giusto, che non fosse la persona disposta a moderare le sbandate settarie che ci ha propinato il servizio pubblico Rai, si è capito subito, già dal primo momento.
Quello dell’informazione è un campo minato, è uno spazio sempre insidiato dalla faziosità, è un tavolo su cui ci si confronta da anni coi muscoli, come in un braccio di ferro, per una politica che si integra sempre più con le immagini e le sensazioni.
E per il senatore Orlando parla la sua storia. Parlano tutte le sue esternazioni.
La più recente, quando già si proponeva la sua candidatura, è stata quella di paragonare il governo, scelto dagli elettori italiani, ad un regime dispotico sudamericano. Un’immagine di infimo spessore che lo accomuna al suo leader Di Pietro che ha paragonato Berlusconi al dittatore argentino Videla.
Per la Rai, sia che si tratti di commissione di vigilanza che di Cda, occorrono, invece, persone di grande moderazione. Le scelte per la commissione di vigilanza devono privilegiare lealtà ed equilibrio. E’ necessaria la consapevolezza che la Rai è pagata dai cittadini italiani e non dai partiti. La Rai impone un canone ai cittadini, ed il Tesoro ripiana tutti i disavanzi dei suoi bilanci.
Il denaro, dissipato per le spese folli e per le megalomanie professionali, per le assunzioni clientelari e per i privilegi di caste di giornalisti e uomini di spettacolo, è stato tutto versato dai contribuenti italiani. Non è comprensibile, pertanto, un servizio pubblico, trainato da cordate politiche, che imponga la presenza di personaggi sempre più di parte, a dispetto del pluralismo e senza rispetto per i sentimenti di tutti gli italiani.
Non è pubblico servizio l’informazione e lo spettacolo che interpreta solo il sentire di una parte d’Italia, sempre la più caciara e la più inconcludente: la parte sinistra.
Il pericolo Orlando, come quello di un tornado tropicale, è passato e il personaggio è diventato furioso.
Resta il doveroso rispetto umano per la persona, più di quanto il senatore dipietrista ne abbia avuto per coloro che gli hanno attraversato la strada. Questo girovago, dalla Dc di Andreotti, alla Idv di Di pietro, non può però riscuotere la stima di molti.
E’ cosa diversa la stima perché attiene alle qualità dell’uomo, alla sua umanità, al suo modo di agire, al rispetto che si ha per gli altri, alla sincerità, anche alla sensibilità di comprendere quando è il momento di farsi da parte. Una giusta sensibilità, soprattutto se si ha la misura di comprendere che la vita di un uomo si è dissolta per la propria responsabilità d’esser stato imprudente e d’aver privilegiato la polemica politica alla ragione ed al buon senso.
In Di Pietro, su questa insensibilità, Orlando ha trovato il suo omologo.
I valori che i due pretendono di richiamare, non possono riguardare soltanto il rispetto dei beni materiali di tutti, ovvero la difesa dei diritti, l’onestà, cose tra l’altro da verificare anche nei loro comportamenti, ma soprattutto il possesso di quelle qualità umane che inducono al rispetto degli altri, anche se sono competitori politici. Questi sono i valori!
Orlando è stato messo da parte ed è emersa l’ampia indicazione su Sergio Zavoli.
Se c’è una differenza tra i due non attiene soltanto alla diversa formazione politica, che pure c’è, ma alla diversa cultura, alla diversa capacità di rispetto per il prossimo e soprattutto alla diversa umanità.
Vito Schepisi

9 commenti:

Antonio Gabriele Fucilone ha detto...

Caro Vito.

Il senatore Sergio Zavoli è sicuramente meglio di Leoluca Orlando.
E' di maggiore spessore, di grande esperienza e non è giustizialista!
Cordiali saluti.

Anonimo ha detto...

imbecille!

vito schepisi ha detto...

Caro Antonio, Orlando è un uomo cresciuto tra chi comanda ed impone. La famiglia Orlando Cascio di Palermo non avrebbe bisogno di presentazioni. Zavoli è invece un uomo di cultura, giornalista formatosi nella Rai, coerente con le sue idee, razionale e moderto nei toni. E' uomo di equilibrio e di garanzia di onestà intellettuale. Non si possono dire le stesse cose per Orlando abituato da sempre ad essere eccessivo e... mi fermo qua. Ciao! Vito

vito schepisi ha detto...

Caro anonimo apprezzo il suo complimento...ma poteva risparmiarsi tanta gentilezza!

Anonimo ha detto...

Orlando stava sulle palle al tuo padrone perchè non gli avrebbe permesso di spadroneggiare, come sta facendo da anni, anche nella rai.Peggio dei criminali fascisti.
Forza Di Pietro,alla fine ce la faremo a mandare via questi corrotti!

vito schepisi ha detto...

Lei vaneggia...ed usa a sproposito alcuni termini. Orlando si sa da dove proviene. A Palermo, ad esempio, ha ostacolato Falcone che si batteva contro la mafia per poi, dopo il suo assassinio, dirsi suo sostenitore. Orlando ha offeso e delegittimato, senza contraddittorio, un onesto maresciallo dei cc Antonino Lombardo, in tv da Santoro, alla vigilia del viaggio del sottoufficiale dell'Arma negli USA per raccogliere preziose informazioni sulla stessa mafia. Come sa il maresciallo, minacciato assieme alla sua famiglia, si è suicidato perchè si è sentito indicato alla mafia, assieme alla sua famiglia, come un bersaglio da colpire. Lo stesso Orlando ha percorso diverse strade politiche da Andretti a Di Pietro. E' stato messo alla porta dalla Margherita per così approdare al collettore dei "toni esasperati" Di Pietro. Da candidato alla presidenza della Vigilanza rai per conto della sinistra, ha rilasciato dichiarazioni gravi verso il governo ed il Presidente del Consiglio. Non era affatto una persona da indicare per una commissione di garanzia!
E' assurdo ciò che dice. Ci sono autorities e osservatorii che stabiliscono l'equilibrio o meno della informazione televisiva. La rai risulta sbilanciata a sinistra in modo davvero intollerante. Tutte le trasmissioni di intrattenimento, tutti i talk show sono condotti da uomini che non fanno mistero della loro appartenenza politica, alcuni sedicenti faziosi ed inflessibili fustigatori del presidente del Coniglio. Lei dove vive? Se vive in Italia è in evidente malafede. Anche la carta stampata non fa eccezione e le televisioni locali si allineano a questa tendenza. E' vergognoso e fuori dell'etica di un pubblico servizio. Non parli di cose che non sa e se invece sa...si vergogni! Il servizio pubblico lo pagano tutti gli italiani di destra e di sinistra: ancora vergogna!
Ad un criminale fascista, penso che possa essere paragonato lei con la sua ostinata intolleranza, oltre che con la sua viltà nel non avere il coraggio di sostenere le sue tesi mostrandosi.

Anonimo ha detto...

"La rai risulta sbilanciata a sinistra in modo davvero intollerante. Tutte le trasmissioni di intrattenimento, tutti i talk show sono condotti da uomini che non fanno mistero della loro appartenenza politica, alcuni sedicenti faziosi ed inflessibili fustigatori del presidente del Coniglio."E lei dove vive?
E' uno dei tanti marziani?
Faccia i nomi se ne ha il coraggio.
Orlando si è sempre battutto contro la mafia, non ha mai chiamato eroi i mafiosi.
E' per questo che da fastidio al suo sommo.
Lasci perdere il nome di Falcone, quelli del pdl non sono neanche degni di nominarlo,neanche lavandosi la bocca con la candeggina.
Si può stare da una parte politica legittimamente, ma dire delle fandonie è solo puro servilismo.
il sommo ha vinto le elezioni e tiene un paese sotto scacco da 15 anni soprattutto perchè controlla il sistema informativo pubblico e privato.
Orlando gli avrebbe rotto la gallina dalle uova d'oro.
Ma sbaglio secondo lei ovviamente :)
Vaneggio? Per me è lei a vaneggiare. Continui pure appassionatamente.:D

vito schepisi ha detto...

Scusi chiede a me se ho il coraggio? Io mi firmo al suo contrario, penso di averne più di lei che si mantiene nel suo anonimato e si concede il lusso(?) di ingiuriare la gente.
Non le dicono niente Floris, Santoro, Fazio, Annunziata, Dandini, tutta Rai tre, ma anche la Ventura e poi Travaglio e tutta quella informazione strisciante mirante a porre sotto accusa Berlusconi ed il suo governo? E le programmazioni periodiche dei programmi spot di Celentano,di Benigni? Prima c'era anche la Guzzanti, cacciata per la sua esagerazione che poneva il servizio pubblico sotto schiaffo penali e risarcimento danni per calunnia. Di Pietro è ospite fisso in Rai, dice, anzi sproloquia in tutte le trasmissioni. E sarei io ad essere un marziano? ....ma mi faccia il piacere...direbbe Totò.
Orlando si è battuto contro la mafia...ma è evidente che lei non conosce la storia di Orlando, si informi prima. Le ricordo che Falcone fu portato da Craxi e Martelli fuori dalla Sicilia per proteggerlo dalla mafia, dai comunisti e da una parte dei suoi avversari tra i quali Orlando che lo accusavano di tutto. Siete dei miserabili, come con Marco Biagi, prima armate le mani degli assassini e poi piangete le vittime. Non mi faccia trascendere, però! Voglio continuare a mantenere la misura delle parole anche se con lei sembra che non sia dovuto per quanta stupida infamia traspare da ciò che scrive.
Berlusconi ha vinto le elezioni perchè l'Italia è stanca di mafie, di caste, di furbi, di fanulloni e di gente stupida come lei.
Anche il PD prima delle ultime elezioni al nord l'aveva avvertita l'aria, Veltroni aveva persino tentato di cooptare i sentimenti del nord nel PD. E' arrivato a candidare il più feroce degli industriale del nord est Caleandro, sostenuto da Montezemolo, ed il rampollo leader dei giovani industraili Colaninno. Veltroni aveva dalla sua Confindustra, sindacati, Rai, carta stampata, magistratura, burocrazia statale, poteri ma ha perso le elezioni perchè il popolo ha capito. Al PD si è alleato Di Pietro, i radicali si sono venduti per un piatto di lenticchie, con il voto utile Veltroni ha persino macellato la sinistra alternativa. Di Pietro e Veltroni hanno giocato persino ad una finta contrapposizione per pescare nell'antipolitica. Anche se il personaggio Di Pietro è tanto inaffidabile da non aver successivamento tenuto fede al suo patto con Velroni. Ma le ripeto di Di Pietro non gradisco parlare. Non merita che se ne parli perchè non lo roitego portatore di un progetto politico, è un tiranno pericoloso, ha i modi e la pochezza di un dittatore, è uno squallido demagogo. Mi spiace ma è lei che non ha capito un bel niente. La saluto.

Antonio Gabriele Fucilone ha detto...

Caro Vito.

Non dare retta a certe persone.
Quelli di Sinistra fanno ridere!
Loro sono le stesse persone che, con l'allora Ministro degli Interni Giuliano Amato, imposero dei limiti ad alcuni telecronisti-tifosi di calcio come Tiziano Crudeli.
Infatti, secondo loro queste personalità ISTIGAVANO ALLA VIOLENZA!
Ti manderò per posta eletronica un video su Youtube con Tiziano Crudeli così giudicherai tu stesso!
Farà delle telecronache vivaci ma non violente!
Comunque, questi sinistri hanno la faccia tosta di dire che persone simili istigano alla violenza ma non si accorgono che i veri violenti sono loro.
Basta vedere "Anno Zero" o basta sentire parlare Di Pietro!
Essi trasudano odio!
Cordiali saluti.