15 ottobre 2007

Salutiamo il Partito Democratico

L’avvio del Partito Democratico si è consolidato con un successo di partecipazione del popolo della sinistra moderata.
Al di là del balletto delle cifre il risultato c’è stato e la macchina organizzativa ha funzionato con successo. Questa volta non sono state le primarie eccessivamente gonfiate di due anni fa volute da un signore che, senza un partito e scelto per l’insostenibilità di altre candidature, scottato dal complotto a suo danno nel 1998, condizionava la sua partecipazione alla cosiddetta investitura popolare.
Anche nel 2005, come oggi per Veltroni, alle primarie non c’è stata partita. Nessuna vera competizione ma solo uno strumento per offrire visibilità e “carisma” ad un personaggio allora assolutamente privo di capacità propulsiva.
Si dice che le idee camminano sulle gambe degli uomini, ed a volte sono proprie le caratteristiche di queste gambe che rendono le idee interessanti e vincenti. Questi arti devono saper correre e frenare, spingere e saltare, trascinare e radicarsi, perchè ferme sul terreno della storia facciano si che le idee che trascinano siano poderose e vincenti. Quando non ci sono uomini che abbiano queste caratteristiche ci si affida ad espedienti diversi per pompare carisma e rendere visibili anche i brocchi con le gambe molli. E’ stato il caso di Prodi dove lo spessore era talmente inconsistente da aver prima inventato le primarie, con un candidato che si sapeva già vincente, e poi da averlo anche gonfiato nel risultato, per farlo percepire come un candidato credibile. Lo stesso metodo commerciale che si adotta per un prodotto di consumo dove la forza indotta della pubblicità, ottenuta con il martellamento sulle qualità del prodotto, supera di gran lunga la forza propria della qualità del prodotto stesso.
Questa volta, invece, è sembrata una convinta partecipazione del popolo della sinistra compatibile. L’idea politica di un movimento di opinione che nutre speranza di vedere avanzare una sinistra con connotati europei e che sia propulsiva per le riforme ed il soddisfacimento delle istanze sociali. Una sinistra che non sappia solo correre dietro ai miti fumosi di una rivoluzione radicale, già sconfitta dalla storia, e soprattutto, è da auspicare, non impegnata in sole cieche fughe in avanti. Una speranza che possa maggiormente giovare alla crescita della coscienza democratica, purché ponga finalmente il confronto sul piano delle cose e non dei miti e delle illusioni che spesso si rivelano deludenti e dannose.
E’ d’uopo auspicare che, abbandonate le politiche della delegittimazione e della superiorità antropologica, il nuovo soggetto politico sappia avere la capacità concettuale del confronto tra scelte di modelli democratici e liberali su cui indirizzare il cammino del Paese a prescindere dalle maggiori accelerazioni sulla pista dello sviluppo economico o della solidarietà.
La storia d’Europa e dell’Occidente ci hanno dimostrato che non è il discrimine tra le politiche sociali e quelle dello sviluppo il confine tra l’umanesimo e l’egoismo, anzi il contrario perché le une e le altre si integrano nelle scelte e nelle alternanze di gestione per assicurare continuità allo sviluppo ed alle esigenze sociali.
Il risultato di queste primarie, soprattutto in termini di partecipazione, ha avuto la valenza di una rivincita contro un sentimento diffuso che sembrava volesse emarginare la presenza di una sinistra moderata ostaggio della sinistra radicale. Una rivincita anche contro quell’opposizione antisistema che si andava allargando nel Paese e che rischiava di confinare la proposta politica di Prodi, Padoa Schioppa, Dini e Mastella tra le ganasce di una ipotetica tenaglia: una morsa soffocante tra l’opposizione vera del centrodestra e le opposizioni costruite all’interno dello stesso tessuto politico-elettorale che avevano concorso a compattare intorno a Prodi il necessario consenso per prevalere nelle ultime elezioni politiche.
Si può dire che più che l’uomo, investito dal compito di dar concretezza ad una nuova proposta politica, abbia vinto la capacità di sapersi stringere attorno ad una speranza di nuovo. Veltroni ha ottenuto il consenso che punto in meno, punto in più, tutti sapevano e si aspettavano. Del resto era stato messo a quel posto per ottenere questo risultato e per rilanciare le speranze sopite e mortificate dell’elettorato della sinistra moderata.
Il partito Democratico ha voluto offrire alla sinistra ed al suo popolo la speranza del rilancio e della coerenza che i partiti, compattati e fusi nella nuova realtà, avevano disperso sia per l’ inconsistenza della proposta politica che per i deludenti risultati di gestione.
L’augurio di ogni democratico, benché scettico e disilluso, deve ora essere quello di vedere consolidare questo nuovo soggetto politico intorno ai valori della Politica con la “P” maiuscola, nella consapevolezza che ove questa venga a mancare a rimetterci sarà sempre il popolo e la sua libertà.
Salutiamo, pertanto, con questi auspici, il nuovo Partito Democratico.
Vito Schepisi

http://blog.libero.it/vitoschepisi/
http://illiberopensiero.ilcannocchiale.it/

7 commenti:

GIUSEPPE SAGLIOCCO ha detto...

Letto il post, come sempre bellissimo e pregnante, soprattutto ponderato e serio! Vediamole, quali saranno le NUOVE PROPOSTE...tu sai io sono ipercritico e un po' troppo battagliero forse, decisamente sparo fuori tutto cio' che penso senza tanti fronzoli quindi la tua calma il tuo invito a riflettere è per me motivo di riconoscimento da parte di tutti, anche da quelli che non la pensano come te...Se il PD sarà la svolta che ci prospettano, ben venga ma permettimi di dubitare pesantemente sulle qualità e capacità di questo nuovo polpettone decisamente ancora insipido. Le belle parole servono a poco, vediamo se riusciranno, almeno una volta, a fare i FATTI...Ci facciano sapere cosa vogliono fare, siamo qui per questo no? Ti abbraccio caramente. Giuseppe (www.giuseppesagliocco@blogspot.com)

vito schepisi ha detto...

Caro Giuseppe...vorrei che fosse chiara una cosa...l'opposizione a questo Governo a mio avviso deve essere totale e irreversibile, anche con questa maggioranza come espressione d'insieme non penso ci siano margini di dialogo. Stabilito questo ci sarebbe da porsi un quesito. La Cdl e la parte liberale del Paese ritiene che nell'ottica del bipolarismo tra maggioranza ed opposizione che si alternano non si debba trovare un luogo di confronto e di dialogo? Fin'ora è stato così, anche se nella scorsa lgislatura gli inviti al confronto non sono mancati ed in alcuni casi, come per la Rai e per la Banca d'Italia, ad esempio, anche significative convergenze. Quando il centrosinistra ha incartato per i suoi uomini non si è tirata indietro! Ho idea che lo sforzo di buona volontà per separare il giudizio sul governo e sulla maggioranza dal giudizio su alcune forze politiche che ne facciano parte ci deve essere. E' necessario seguire con attenzione il processo del PD, sia chiaro senza soverchie illusioni...gli uomini sono sempre quelli ma la politica è fatta anche di movimento. E' bene auspicare che ci sia! Hanno cominciato ad invadere il campo del centrodestra sui contenuti: sicurezza, riforme delle Istituzioni, diminuzione della pressione fiscale, ordine nelle città, famiglia. Vedremo se è solo un fumo di paglia o una vera inversione di rotta. Veltroni ha detto che il PD intende smarcarsi dalla sinistra radicale. Vedremo se alle parole seguono i fatti. Anch'io, caro Giuseppe, ho i miei dubbi ma non voglio mettere il carro davanti ai buoi. Non devono avere la scusa di non aver potuto adottare una linea di discontinuità con questo Governo e le sue scelte perchè l'opposizione glielo ha impedito. Buona serata. Vito

GIUSEPPE SAGLIOCCO ha detto...

D'accordo su tutto...Caro Vito ti comunico che ho deciso, da oggi che ogni dichiarazione del centrosinistra la leggerò in chiave cabarettistica!
Ormai ogni intervista ad esponenti di sinistra è costellata di paradossi per giustificare la penosa azione del peggior Governo della storia repubblicana. Il paradosso è uno degli elementi alla base della comicità!

Quindi non voglio più arrabbiarmi, non voglio più chiedermi se ci fanno o ci sono (penso ad entrambe le cose), non voglio più chiedermi ad ogni notizia innoqua dove sta la fregatura! Da oggi leggerò le parole del centrosinistra in chiave comica. Luxuria sarà come uno dei tanti comici che si veste da donna per creare dei personaggi grotteschi, Grillini nella sua pacatezza nel disegnare apocalittici scenari omofobi-razzisti mi ricorderà Vito Catozzo (ricordate la battuta?), Visco sarà come uno dei tanti comici dall'humor imperativo (il Paolo Villaggio dei primi tempi), Prodi un Fantozzi sotto pressione,...., Di Pietro... eheheh che dire... un talento innato!

Non parliamo poi dei giornali a difesa della sinistra... Ho sotto mano il Corriere della Sera di Paolo Mieli... è così comico e assurdo nei suoi esileranti trafiletti a sostegno del governo che l'ho soprannominato MIELIG.

E che dire dello sbandierato possibile avvento di Veltroni in sostituzione di Prodi? Il mulo che sostituisce l'asino! Negli ultimi tre giorni c'è un turbinio di esaltazioni della sua figura paragonata ai Kennedy, a Martin Luther King... ci manca ormai solo Maria Teresa di Calcutta!

Cari miei, ma vi ricordate chi è Veltroni?

E' cresciuto nelle fila del PCI insieme a D'ALEMA, FASSINO e tanti altri famosi personaggi dei DS, di Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani, ecc...
Sarebbe questo il nuovo che avanza a Sinistra? La domanda è giusta solo se la parola "avanza" viene letta non nel senso di una progressione, ma nel senso di rimanenza.
In effetti Veltroni è l'ultima rimanenza, l'ultimo avanzo, spendibile da tutta la sinistra di Governo per tentare di non essere travolta dal malcontento popolare.
Se Veltroni sostituirà Prodi per me sarà solo un cambio del capocomico ma lo spettacolo non potrà che migliorare facendomi divertire sempre di più! Un abbraccio. Giuseppe
(da www.giuseppesagliocco@blogspot.com)

vito schepisi ha detto...

...ahahah Giuseppe...vorrà dire che ci divertiremo un po'. La politica sta diventando così noiosa con Prodi e questa maggioranza....così "arrabbiata" su tutto. Anche la satira di sinistra quando c'era la maggioranza di centrodestra era così scontata ed a volte stucchevole...e s'avvertiva più rabbia che comicità...era odio camuffato. Questi invece sono intolleranti e spocchiosi. Questo pomeriggio pensavo a Don Abbondio ed alla sua somigianza allegorica con Prodi. Pensavo alla frase del "curato" sul coraggio che quando manca non lo si può creare. Prodi è un uomo che non ha coraggio ...e tremebondo per paura di perdere il giocattolo che ha per le mani. Che sagoma! Buona serata. Vito

GIUSEPPE SAGLIOCCO ha detto...

Io non ci sto!
E se non fosse perchè le personalità di Prodi, Veltroni, Bindi ecc. mi
sembrano risibili, avrei paura... Democrazia è una parola troppo importante
per usarla a a sproposito!
Democrazia avrebbe voluto che ci fossero almeno due candidati degni di
questo nome. Il plebiscito raccolto da Veltroni, mi ricorda più le elezioni
Bulgare o i referendum mussoliniani che la Democrazia... Veltroni è stato
imposto dall'alto e nessuno doveva insidiarlo...
Democrazia avrebbe voluto regole certe per il voto, non la possibilità di
votare 3,4 o 5 volte...
La Grande prova di Democrazia, che a sentire quasi tutti i media e i più
illustri esponenti sinistri, avrà grandi ripercussioni sulla vita politica
di tutti, avrebbe voluto che a votare si presentassero solo gli aventi
diritto nella nostra Democrazia, non i sedicenni o gli extracomunitari (con
tutto il dovuto rispetto per entrambe le categorie)
Democrazia vorrebbe che prima di dire che il nuovo Partito democratico è il
più grande partito d'Italia, lo stesso si presentasse a delle elezioni vere!!
Democrazia vorrebbe che a decidere fossero gli elettori e oggi ci ritroviamo
in Parlamento un "grande Partito" per il quale nessuno e ripeto NESSUNO ha
votato...
Sono bravi e capaci questi personaggi. Hanno conservato tutto il peggio del
vecchio apparato comunista fondendolo con il vecchio spirito DC e sono
riusciti a trasformare il nulla in un evento! Bravi... Ma io non ci stò a
riconoscere le Primarie del PD come un grande esempio di Democrazia, perchè
non lo è!
Sono bravi questi personaggi, talmente bravi che per costruire questo grande
successo hanno guardato e copiato gli Stati Uniti d'America. Loro che da
giovani e meno giovani hanno sempre visto negli U.S.A. il male, in quel
modello il male, hanno pensato bene di fare il loro Partito democratico e le
Primarie! Sarà una sciocchezza ma è la dimostrazione di quanto sono bravi e
per passare dal Partito Comunista Italiano al Partito Democratico che fa le
Primarie, bisogna davvero essere bravi!
Ma da bravi politici
quali sono, vuoi vedere che trasformano un voto che, a sentir loro è per il
rinnovamento, la politica nuova e il cambiamento, in un voto di sostegno al
vecchio Governo?
E' nauseante questa situazione..."ma sono totalmente d'accordo a metà con il Direttore de Il Giornale" (come diceva un vecchio pallonaro qualche anno fa) quando dice che non
è bello quando in Democrazia si deve ricorrere troppo spesso alla Piazza
(l'ho sentito ieri in TV). Sono totalmente d'accordo con Lui ma qual'è
l'alternativa?

Due partiti di questo Governo decidono di fondersi, organizzano una
votazione a pagamento con sedicenni e extracomunitari dove si può
votare 3,4 o 5 volte (pagando s'intende!) e tutta Italia parla di grande prova di
Democrazia e anche questo diventa un evento importante con cui fare i conti...
Perchè nessuno dice che prima di confrontarsi con 300.000 grillini e
3.000.000 (forse) di democratici (tipo Famiglia Moratti e Afef...noti indigenti)
bisognerebbe fare i conti con le decine di milioni di italiani che sono stanchi di questo Governo e che vorrebero andare a votare? Seriamente, democraticamente e "aggratis"?
Semplicemente perchè non siamo in piazza. Stiamo zitti, lavoriamo, paghiamo
le "bellissime" tasse di Tommaso e lasciamo che pochi decidano per molti.
Anch'io penso che quando in una nazione si ricorre troppo alla
piazza, forse c'è qualcosa che non va... Noi, popolo di centro destra, dovremmo ora andare in piazza, perchè c'è molto che non va!
Davvero troppo!
Un abbraccio...Giuseppe

vito schepisi ha detto...

Caro Giuseppe...domenica 14, il giorno delle primarie, guardando i telegiornali che generalmente riportavano come prima notizia le votazioni in corso, mi lasciai sfuggire un commento ironico sulla valenza democratica di quelle elezioni. Premetto che non si conoscevano i risultati, non si conosceva le tante polemiche successive sui sistemi di voto e sulla possibilità di votare più volte e non si conosceva neanche dell’esistenza di tante schede votate con su scritte frasi inneggianti al ritorno di Berlusconi. Mia moglie disinteressata alla politica ma, donna intelligente e grande osservatrice, ben distante dalla retorica della sinistra, mi replicò: "ma lasciali perdere, sei un liberale e come tale devi tollerare che ciascuno si prenda in giro come vuole". La guardai tra il sorriso e la stizza, colpito, come capita a tanti quando si è contraddetti, pronto a replicare, ma mi fermai...aveva ragione! Le dissi che c’era stata una campagna martellante durata mesi, anche e specialmente sulle reti pubbliche e che mi sembrava giusto che qualcuno potesse almeno sfogarsi. - Lei ancora: "oramai l’hanno fatto, l’hanno fatto passare come l’evento del secolo, ora viene il difficile...ora che avranno difficoltà nel continuare a dire solo chiacchiere...e tu cosa fai? Gli togli le castagne dal fuoco?"- Aveva ancora ragione: la mattina successiva ho scritto "Salutiamo il Partito Democratico" che ho postato sul mio blog. Ora tocca al PD dimostrare di percorrere strade nuove, di saper risolvere i problemi, di indicare nuove strategie. Se tutto dovesse continuare come prima, credi che la stessa gente (si dice il 2%), attratta dalla novità e dalla speranza, potrà ancora correr dietro di loro? Io penso di no. Anzi a quel 2% che ritornerà indietro se ne aggiungerà almeno altrettanto. So che definire democratico il partito di Veltroni, D’Alema, Fassino, Prodi e compagni può sembrare un’offesa al buon senso. La terminologia politica, però, ha due codici di lettura. La prima, che a noi sembra più ovvia e spontanea, è quella che chiama per nome ogni cosa e che si attesta su giudizi di merito. Per noi una dittatura non fa differenza se induce a sollevare il pugno chiuso o la mano aperta o se ha un aggettivo o un complemento specificativo: rimane un metodo di governo oppressivo ed illiberale, mortifica l’uomo e le idee, rende sudditi e schiavi . Per altri la dittatura è una forma di democrazia, singolare, ma etimologicamente attendibile. Il potere del popolo può essere inteso come dittatura del proletariato, specialmente se quest’ultimo viene messo tutto allo stesso livello. Se si prende un’urna con i 90 numeri del lotto...i bussolotti sono tutti uguali e ciascuno ha le stesse possibilità d’essere estratto dell’altro...così in teoria è la democrazia popolare anche se si sa che invece il corso delle cose prende tutt’altra piega. Ci vuole sempre qualcuno che faccia osservare le regole e questi...finisce sempre con interpretarle. Finisce così che i bussolotti contengono solo i numeri che devono uscire e si estraggono alla luce del sole così si possa vedere con più chiarezza ciò che si estrae. Fuori dalle metafore si vota con lista unica e bloccata e si controllano i voti di tutti...a chi non ci sta c’è la Siberia...o posti equipollenti. Vedi quanti passi avanti hanno fatto Veltroni, D’Alema e Fassino?
Giuseppe stai calmo, agitarci fa solo il loro gioco! Sono più abili di noi, dobbiamo ammetterlo, al gioco delle tre carte...perché lasciarci depredare? Conserviamo il buonsenso e, con i prestigiatori alla Veltroni, andiamo a scoprire l’inganno...perché sappiamo bene che la loro non è affatto magia! Un abbraccio. Vito

dmonax ha detto...

a bene, lei è quello che mi disse di aver preso lucciole per lanterne...

forse non si ricorda di me, ma io sono quello che aveva scritto che il debito pubblico è in realtà una frode...

la gente pensa sia una cosa vera, contabile, pensa sia dovuto al fatto che lo Stato spende più di quello che incassa...

scemenze

e il tesoretto che ogni anno si ripresenta e che serve per pagare il debito?


La verità è questa: chiadiamoci com avviene l'emissione di nuova moneta, chi crea il denaro?

Semplice!!!

La Banca Centrale!!!!

Cosa vuole in cambio?

Semplice!!! Obbligazioni di egual valore!!!

Questa è una truffa, perché dal 71 con la fine degli accordi di bretton woods, il denaro non ha più copertura aurea e vien stampato dal nulla

DAL NULLA

ma nei bilanci della nostra BC il denaro al passivo è al valore nominale...


vuol dire che siamo indebitati di tutta l moneta emessa... più gli interessi...

ecco cosa è il debito pubblico!!!!

e i politici sono schiavi dei bankieri!

e lei signor vito da che parte sta???
Si informi!!!!