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16 luglio 2014
La sentenza in appello suol caso Ruby tra giustizia e opinioni
La sentenza in appello del processo "Ruby" è in dirittura di arrivo.
La protagonista marocchina e l'accusa di favoreggiamento alla prostituzione di minore servono solo a rendere credibile l'ipotesi accusatoria di "concussione".
Il vero giudizio su Berlusconi non è per un presunto rapporto sessuale mercenario con una minore, ma per quello più grave di concussione.
Allo stato delle cose, infatti, non esiste nessun elemento probatorio che stabilisca l'esistenza di un rapporto sessuale tra Berlusconi e Ruby. E non sembra che la Procura abbia mai avviato procedure di indagine sui rapporti sessuali della ragazza marocchina con altri soggetti.
E torniamo alla "concussione". La sentenza di primo grado ha trovato sufficientemente provata e credibile l'ipotesi della Procura sul reato di concussione ma dinanzi ad una ipotesi di reato "per induzione" lo ha aggravato sostenendo che vi sia stata "costrizione".
Per il Collegio di primo grado, Berlusconi avrebbe "costretto", facendo leva sulla sua autorità, i funzionari di polizia a consegnare la ragazza marocchina ad un soggetto maggiorenne. Cioè a fare una cosa che è in uso e che è considerata perfettamente legale.
Dal procedimento, però, la concussione non è emersa affatto.
I due funzionari di Polizia hanno sostenuto tutt'altro, ed a maggior ragione per costrizione significa aver costretto con autorità qualcuno a fare ciò che non voleva. Questo non è accaduto, però.
L'ipotesi originaria della Procura, invece, sarebbe più realista, ma anche questa non è stata provata, anzi è stata smentita, e sempre dagli stessi funzionari di polizia che in Aula hanno testimoniato sull'assoluto rispetto e cordialità per il tenore ed il contenuto della telefonata di Berlusconi.
Persino la storia della nipote di "Mubarak" ha trovato riscontro in precedenti e testimonianze in cui la ragazza marocchina millantava questa parentela e dava una versione fantasiosa della sua storia personale.
L'escussione dei testi nel processo, certamente utilizzata a favore del gossip (leggi sputtanamento politico), si è trasformata in un discrimine tra chi era già ritenuto pregiudizialmente credibile e chi no. In sostanza non serviva al processo, perché non è servita a fornire certezza di niente.
Ma il reato di concussione per induzione può mai essere così generico? E' applicabile solo per opinione di Procura e di Giudici? Non ha bisogno di riscontri e di prove?
Ma che giustizia è mai questa?
Ma la telefonata è forse servita a procurare un privilegio, un vantaggio, un utile?
La risposta è assolutamente "NO". L'affidamento del minore fermato ad una maggiorenne l'avrebbe potuto suggerire un qualsiasi avvocato.
Concussione per una telefonata informativa chiusa in modo costruttivo e cordiale?
Ma non scherziamo!
Se si volesse estremizzare anche la lettera del Presidente Napolitano al Consiglio Superiore della Magistratura, per dirimere con un nulla di fatto la questione che si era aperta alla Procura di Milano in cui il Capo della Procura è stato accusato dal suo Vice di scorrettezze di favoritismi nell'assegnazione dei fascicoli di indagine, potrebbe costituire il reato di "concussione".
A prescindere dal giudizio politico sul metodo e sulle discriminazioni che si rilevano nel comportamento del Capo dello Stato, ma i "reati" da prevenire e sconfiggere sono ben altri.
Vito Schepisi
24 giugno 2013
Il più processato d'Italia
Molti italiani in questo momento sono in attesa della sentenza "Ruby".
Tra di loro due fazioni agguerrite: una a favore di una sentenza di assoluzione ed un'altra che tifa per una sentenza di condanna.
Il Cavalier Berlusconi ha sempre avuto un comportamento disinvolto. Questa è una verità incontrovertibile. La sua leggerezza, però, pesa sul piatto della bilancia molto meno di quanto possa pesare il conformismo e l'ipocrisia di altri.
Dovremmo chiederci se sia meno commendevole una vita spavalda o una vita tutta finzione ed etichetta. Se sia più accettabile l'arroganza di chi non si vuole privare di niente, o quella di chi, di nascosto, approfitta del suo potere per favorire gli amici, per arricchirsi e per togliere danaro dalle tasche degli altri.
E' stato accusato di aver elargito soldi a destra ed a manca. E' stato accusato di averlo fatto per tante cose: per avere consenso; per nascondere le sue marachelle; per vincere le sue battaglie.
Sarà vero?
Nessun tribunale ha mai provato tutto questo.
C'è chi, invece, dovrebbe essere accusato di reati ben più gravi, ma si avvale di omertà e di compiacenze. C'è chi ruba e la fa franca. C'è chi truffa e affama il popolo, chi è corrotto, chi nasconde la verità, chi favorisce la casta, chi finge, chi è insensibile a tutto e a tutti.
C'è chi è mandante di stragi, chi nasconde i colpevoli, chi tratta con la mafia, chi si arricchisce sulla pelle e sulla salute della povera gente.
C'è chi nasconde il degrado per avidità. C'è chi è incapace, chi si vende, chi è pavido, chi tace. C'è chi è strisciante e viscido. C'è chi non lavora e vive bene, chi sfrutta il lavoro degli altri. C'è chi vive nel lusso a spese dei contribuenti.
La questione è che Berlusconi è l'uomo più indagato del mondo. E' l'uomo che ha subito più processi in assoluto. Se si sommassero le condanne richieste per lui ci vorrebbero una decina di vite per scontarle.
Eppure Berlusconi non ha mai rubato, né ha mai ucciso qualcuno e non è neanche mai stato un gerarca fascista, al contrario di altri. Non ha mai gettato bombe molotov, né ha mai parteggiato per squadracce di facinorosi che si sono macchiati di feroci delitti politici negli anni 70.
Non ha mai esultato per l'ingresso dei carri armati nelle città del mondo per soffocare la libertà degli individui. Non ha mai giustificato i fatti più atroci della storia.
La domanda viene spontanea: ma allora perché è da venti anni che ha la magistratura che gli sta alle calcagna?
Forse perché è quel personaggio che nel 1994 ha impedito agli ex comunisti di prendere il potere in Italia?
Vito Schepisi
15 maggio 2013
L'armistizio
Era da tempo che la Dott.ssa Boccasini fremeva per fare la sua requisitoria al processo Ruby, come se dovesse essere il giorno più importante della sua vita.
Finalmente quel giorno è arrivato. Ha parlato per sei ore e … ne ha elencate di presunte colpe di Berlusconi!
Tutto era iniziato con una telefonata. Quella di Berlusconi che con gentilezza si era rivolto alla Questura di Milano per informarsi sulle sorti di Ruby.
Nella telefonata, Berlusconi faceva cenno alla ragazza come una nipote di Mubarak. Alcuni hanno fatto ironia, ma il Cavaliere aveva chiesto di questa parentela, alla presenza di molti testimoni, a Mubarak in persona.
La PM Ilda Boccasini nella requisitoria si è sfogata. In sei ore ha buttato giù il mondo della giustizia contro il Berlusconi “pericolo sociale”. Ha chiesto oltre alla condanna, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici: 6 anni di reclusione e l’interdizione. Una sentenza eclatante, certo esagerata.
I fatti sono tutte cose ricostruite dalla Procura di Milano in un meticoloso lavoro di intercettazioni e di controlli di tabulati, ma senza un solido riferimento circostanziato.
Se la vita goduriosa tra adulti e consenzienti può ritenersi immorale, la PM di Milano ha chiesto di condannare la presunta immoralità di tutta l’umanità, individuando in Berlusconi le responsabilità penali dell’intero universo di goduriosi.
Un po’ troppo anche per un megalomane come il Cavaliere!
Nelle case di Berlusconi si facevano delle feste, c’erano belle ragazze, partecipavano arzilli e maliziosi vecchietti, ma non è la prima volta che succede in Italia e nel mondo, e non sarà l’ultima.
La Dott.ssa Boccasini se ne sarà dimenticata, ma è normale che le donne giovani e belle piacciano agli uomini. Non si può neanche dire, inoltre, che Berlusconi sia insensibile al fascino femminile. E succede sempre e dappertutto che le donne seducano gli uomini. Questi sono i fatti, e sono fatti loro, a meno che il PM non possa dimostrare che il Cavaliere abbia indotto alla prostituzione qualcuna e nello specifico che l’abbia fatto con una minorenne.
L’interessata, Ruby, però, dice il contrario e nessun testimone era presente al consumarsi del presunto rapporto sessuale. Ma lo vedete Berlusconi che induce una ragazza a prostituirsi? E a che pro?
Sono mancate solo le scene di seduzione omosessuale. Se ci fossero state, la lobby dei gay non avrebbe consentito che si parlasse di palpeggiamenti e di atteggiamenti seducenti, per giunta in luogo chiuso, come di fatti osceni!
Se ci fossero stati strusciamenti omosessuali … Berlusconi forse non avrebbe neanche subito questo processo!
Bene!
Ora la PM si è sfogata. Ha fatto la sua requisitoria. Si sente in pace con se stessa. Ha detto che Berlusconi ha rovinato la morale dell’universo intero e che ha ammorbato l’Italia.
Ma ora basta!
Il Tribunale ci metta una pietra sopra, se ne esca con una sentenza assolutoria, articolata come vogliono, per evidente mancanza di riscontri effettivi di reati e … pensiamo all’Italia.
Si giri pagina, per favore!
La magistratura e la politica hanno altre cose importanti a cui pensare.
La magistratura si dedichi ai reati di mafia e di corruzione, ai reati di malversazione verso la pubblica amministrazione. Si occupi di abusi e violenze contro le donne, di violenza nelle strade e di reati finanziari, di furti, truffe e raggiri.
La politica ha invece l’onere di recuperare la fiducia nel Paese. Il pil sta pericolosamente scendendo. La recessione non si ferma. Le politiche di austerità hanno bloccato lo sviluppo e tagliato le gambe alle piccole imprese. Aumentano i disoccupati e i ricorsi alla cassa integrazione. Le famiglie sono in difficoltà. I consumi sono fermi. I giovani non trovano occupazione e calano gli investimenti. Siamo come in un’economia post bellica.
C’è stata la guerra dei vent’anni tra le Procure e Berlusconi. E, dopo una guerra, anche se le responsabilità del passato restano, c’è sempre un armistizio.
Ora giriamo pagina e pensiamo alle cose serie.
Vito Schepisi
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