06 dicembre 2006

La strategia sciatta dell'Udc










Che prospettiva ha Casini e la sua Udc di portare innanzi una sua autonoma proposta politica?
Quale possibilità di successo possa avere il suo progetto, e può da sola l’Udc proporsi come alternativa alla sinistra?
A questi interrogativi oggi occorre dare risposte credibili.
Se non vi sono risposte affermative la conclusione è soltanto una: d’essersi inoltrati i centristi verso un’avventura politica.
Nella valutazione non si può non tener conto dell'attività della UDC, iniziata con la segreteria Follini, e proseguita con Cesa e Casini, che aveva ed ha come scopo ultimo quello di far scendere Berlusconi dalla sella.
Quando il vecchio segretario, ora leader del “partito di mezzo”, chiedeva un segno di discontinuità non era altro che un invito a sostituire Berlusconi con Casini.
Accompagnata al nominalismo della richiesta non vi era nessuna scelta programmatica, se non quella di un ritorno al proporzionale per favorire la strategia di condizionamento, garantendosi il mantenimento degli spazi di rappresentanza.
I centristi di Casini sono rimasti spiazzati non solo dalla tenuta ma anche dal sostanziale successo di F.I.
Sono rimasti addirittura senza fiato per i risultati raggiunti e per la quasi vittoria di Berlusconi.
Il loro successo elettorale, dopo aver avuto la massima visibilità possibile con la Presidenza della Camera e con un ruolo di distinzione nella maggioranza e partito frontiera della coalizione, è stato modesto.
Il proporzionale serviva a smarcarsi e distinguersi.
Sono sempre, però, il terzo partito della Cdl, con un quarto dei voti di FI e la metà di quelli di Alleanza Nazionale.
Avevano gridato contro la deriva populista di Berlusconi e attendevano all’incasso i voti moderati e centristi ma hanno ricavato solo un modesto raccolto.
Casini è cresciuto con la Cdl ed ha rappresentato un riferimento per l’elettorato cattolico moderato, grazie alla visibilità che la Cdl ha voluto offrirgli.
L’analogo partito nello schieramento di sinistra, l’Udeur di Mastella, supera a mala pena l’1% (uno percento) dell’elettorato.
Follini uscito dall’Udc qualche mese fa per fondare il suo “partito di mezzo” non se lo fila più nessuno.
Dai sondaggi risulta che i partiti della cdl ( Forza Italia, Lega ed Alleanza Nazionale) crescono rispetto ai risultati delle politiche del 9 e 10 aprile, mentre quello di Casini cala, almeno dell’uno per cento.
Finita la bolgia della visibilità per aver distinto la propria azione dalla Cdl, Casini e l’Udc non potranno che veder perdere costantemente i loro riferimenti elettorali.
L’Italia, e lo si è visto a Roma con la manifestazione del 2 dicembre, è bipolare, ha ormai acquisito lo spirito della scelta di campo.
La mossa dell’Udc non ha prospettive visibili ed è destinata a rivolgersi contro.
Se non dovesse trovare sbocchi diversi l’Udc vedrebbe ridursi anche la compagine parlamentare, ed anche i dirigenti centrali e locali finirebbero per abbandonare in massa il partito, non ritenendo perseguibile l’avventura del duo Cesa-Casini.
L’unico collante che sembra legare ancora la compattezza è la prospettiva del recupero di una funzione governativa in funzione dello spostamento dell’asse politico della maggioranza. Un’ipotesi, però, che sembra difficile se non impossibile.
Non hanno i numeri per sostituire tutti insieme Rifondazione Comunista, Verdi ed i comunisti di Diliberto, ed offrire il loro appoggio senza contropartite politiche significherebbe disperdere la loro funzione e ridurre ulteriormente la loro credibilità.
La strategia più probabile di un’aggregazione sul centro dei cattolici di destra e di sinistra, oltre ad essere velleitaria e di difficile realizzazione vedrebbe rispolverare la politica dei due forni di craxiana memoria.
Ma se il biporalismo ha una sua logica politica ed istituzionale, il partito di mezzo ne avrebbe solo una strumentale.
L’elettorato finirebbe per non apprezzarla.
L’aver, invece, rinunciato alla formazione del partito unico dei moderati o delle libertà è una grossa responsabilità dei centristi.
Rappresenta la rinuncia a voler lanciare la proposta politica del bipolarismo e di liberarsi delle scorie dei partiti di alternativa radicale sia di destra che di sinistra.
Se l’elettorato richiede la semplificazione della proposta politica, la risposta della Udc diviene una risposta divergente di frammentazione e di confusione.
Se dovesse passare il Partito Democratico della sinistra ed il centrodestra si dovesse ritrovare disunito e conflittuale, Casini si accollerebbe una pesante responsabilità politica nei confronti dell’elettorato e del Paese.
Disperderebbe la credibilità nel fornire risposte puntuali alla domanda di governabilità: un po’ quello che è successo nelle ultime elezioni quando si avvertiva già il rischio della divergenza e di due ben distinti processi di governabilità.
Ha sbagliato la Cdl nella scorsa legislatura a cedere all’imposizione di Follini e Casini sulla modifica del sistema elettorale.
Un sistema che alla luce dei fatti si è mostrato inadeguato e poco apprezzato dagli elettori, un sistema che ha fornito alla sinistra un’arma in più e che si è rilevato un bersaglio facile per la sua capacità di martellante propaganda.
Quella di Casini ho già avuto modo di definirla e lo confermo una strategia sciatta, di breve termine senza sguardo lungo, dettata dall’improvvisazione e dalla necessità di demolire l’immagine di un centrodestra incentrato sulla figura carismatica di Berlusconi.


Vito Schepisi

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Puntuale, il propagandista sta sul tema caro al suo padrone, d'altra parte altrimenti perche' pagarlo?
Per anni non abbiamo potuto spegnere la sera il televisore senza che ci fosse ammannito il pensiero di Casini e Mastella, come ora succede con quel Rotondi che si e no rappresenta se stesso.
Tutto faceva gioco e per Rotondi fa ora gioco di Berlusconi.
Tutto si puo' dire di Casini meno che non sia ammanicato, evidentemente ha cambiato maniglia.
Tutto cio' fa rodere il portatore nano di conflitti d'interesse e il suo stuolo di lacche'(gia' in cerca di altre maniglie).
Per me ogni alternativa e' accettabile a quella della gestione privata dello stato da parte di oscuri figuri!!!!!

mauro romanelli ha detto...

Caro, anonimo voglia consentirmi da dissentire dalle sue frecciate acide contro chi scrive su questo blog. Se una persona decide di manifestare la propria opinione si può dissentire, obbiettare ma non si dovrebbe insultare come fa lei. Se un giorno aprirà un suo spazio mediatico sarò ben lieto di contribuirvi ma sempre evitando le malignità che derivano dall'irrisione personale dovute unicamente ad una differente visione politica. Per rientrare nel tema della discussione la mossa di Casini è abbastanza anomala ma si percepiva da tempo nell'aria. Cosa voglia dimostrare od ottenere con le sue dichiarazioni è presto dirlo. Nella DC uno dei giochi preferiti era la ritrattazione delle dichiarazioni. Mi ricordo che esisteva una frase di un politico che diceva: "l'ho detto, ma non l'ho detto." Quello che non condivido con Casini è la ricerca di una posizione di potere personale a scapito della Casa delle Libertà. I giochini politici in cui un partitino del 4% era l'ago della bilancia speravo fossero relegati all'oblio della memoria. Invece sembra che Casini voglia riesumarli e riportare a galla la vecchia balena bianca. Credo che regalerò a Casini un calendario del 2007, tanto per ricordargli che il tempo passa ed è meglio evitare di guardare troppo al passato, senza ne dimenticarlo ne rinnegarlo, ma rivolgere le proprie attenzioni al futuro. Come diceva Eraclito: "Nessun uomo può bagnarsi nello stesso fiume per due volte, perché né l'uomo né le acque del fiume sono gli stessi". Cogito Ergo Sum. Ciao

vito schepisi ha detto...

Panta rei, caro Mauro, e scorre anche la stupidità delle persone perchè spesso scivolano sul viscido che seminano. Il riferimento vale per tutti quelli che si rapportano alle cose con odio e malanimo. Io, rappresentando me ed unicamente me stesso, ho una visione politica che è formata da esperienza, animo e studio. Ci sono delle scelte nella vita che ritengo immodificabili e sono quelle che attendono ai valori che ciascuno di noi acquisisce nel tempo. Alcune scelte si rifanno alla fede, altri ai comportamenti virtuosi, molti alle scelte di modelli sociali, tantissimi all'odio ed al furore contro tutto e tutti. Anch'io ho fatto le mie scelte. Ho stabilito che nella vita il principio di ogni cosa è l'uomo e le sue capacità e che, per esercitare le attività che portino a far crescere l'umanità, l'uomo debba essere libero. Tutto il resto, dice la celebre canzone, è noia. Da qui la mia scelta liberale tra i modelli sociali in cui ho coltivato la mia formazione.
Il tutto partendo dal presupposto che non esistono politiche sociali senza la libertà e non esiste il socialismo senza stato e burocrazia. Dover rispondere delle mie scelte ad un insolente, ad un certo punto, mi è sembrato proprio eccessivo. Scusami Mauro dello sfogo ma è un po' di tempo che non sono in buona vena, e mi pesa dover leggere non appunti di divergenza politica ma ingiurie personali che so di non meritare. Casini? Sarà per una mia consolidata opinione che, eccetto il cattolicesimo liberale di De Gasperi, la Democrazia Cristiana sia stata alla base del malessere italiano, ma io dei cattolici in politica ho avuto sempre una pessima opinione. Faccio notare non ho parlato dei politici cattolici ma dei cattolici in politica. Sia chiaro non lancio accuse di fondamentalismo, almeno non nella misura che conosciamo per fatti recenti, e che non riguardano paesi del contesto occidentale come l'Italia. Le stesse perplessità che potremmo avanzare per l'Islam politicizzato, non possiamo non avanzarlo per il cattolicesimo in politica. Le radici politiche del cattolicesimo rivengono spesso da una malcelata nostalgia per l'esercizio del potere, una volta temporale, e nei 50 anni successivi al fascismo di gestione politica della DC. Il fascismo nacque anche dal mancato appoggio dei cattolici ai liberali di Giolitti che senza maggioranza, pressati dai socialisti di Turati e Mussolini e dalle remore dei cattolici a sostenere gli eredi della breccia di Porta Pia, uscirono indignati dal Parlamento per riunirsi sull'Aventino, lasciando purtroppo il campo a Mussolini ed alla sua corrente socialfascista, con le disastrose conseguenze che ben conosciamo.
Non ho niente contro i cattolici, ma contro i cattolici in politica tutte le mie riserve. Casini allora! Non è un mistero che i vecchi democristiani vogliano ricostituire la vecchia balena bianca. Non ho scoperto oggi questa mia lettura delle cose e delle mosse politiche di Casini, Follini ed Udc. Su questo blog, in tempi non sospetti, ci sono almeno altri due interventi su questo argomento.
A questo punto penso che sia bene che il chiarimento nella Cdl avvenga in tempi brevi e che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Penso anche che se ad aprile si tireranno le somme e si stabiliranno le parti in gioco, ciò che rimarrà fuori assieme a Casini...sarà poca cosa. Diverso sarebbe l'esito se tutto si trascinasse per tempi lunghi. In questo caso il logoramento delle posizioni favorirebbe soltanto chi al momento ha meno da perdere e cioè Casini. Ti saluto caro mauro e grazie per il tuo contributo e la tua pazienza nel leggermi.

Anonimo ha detto...

Concordo quasi totalmente su quanto ha scritto Schepisi circa i cattolici in politica.
E' acclarato che la mussolini e i suoi sono dei fascisti.
E' chiaro che quelli di AN sono dei fascisti grati a Berlusconi che li ha sdoganati.
Che la lega sia un accozzaglia di qualunquisti e rozzi razzisti lo sanno tutti.
Che forza Italia sia una creatura di Dell'Utri creata a supporto del cavaliere che doveva farsi i cazzi suoi e dei suoi sodali ormai lo nega solo il dipendente Schepisi.
ALLAORA DOVE CAZZO STA QUESTA SCELTA DI DI LIBERTA'.
Visto che i sani principi li conosci e ne scrivi non ti posso chiamare asino. Sei in mala fede!!!!
Gerardo Noicera

Anonimo ha detto...

Caro signor Gerardo, qui se c'è qualcuno rozzo è lei per il linguaggio volgare e da angiporto che impiega. Lei chiede dove stia ci casa la libertà di scelta? Ad esempio il permettere ad uno come lei di lordare un blog di insulti senza dire alcunchè di concreto è una scelta di grande libertà oltrechè di coraggio. Io se avessi un blog non permetterei la dialettica con chi è portatore di niente oltre che di odio e livore. Viste tutte le tasse che incombono sul povero popolo italico ci mancherebbe anche dover pagare la tassa smaltimento rifiuti sui commenti spazzatura. Un caro saluto all'autore del blog che leggo anche altrove. Marco

Anonimo ha detto...

Caro Sig. Mauro, lei che si scandalizza per qualche cazzo in piu' o in meno(linguaggio del resto usuale in ogni mercatino di quartiere e nelle TV Berlusconiane per non ricordare le amene barzellette che il cavaliere ama raccontare in presenza di signore); se le capitasse di rileggere le risposte che date agli argomenti sono solo un elenco d'insulti e contumelie, ce da dire che non usate mai termini come cazzo, ma evidenziate chiaramente la natura nazista di chi vive lo stato democratico come una cintura di castita' e non si farebbe scrupoli a regalare la nostra liberta' al demagogo Berlusconi al corruttore Previti ed al mafioso(in primo grado) Dell'Utri.
Complimenti
Gerardo Nocera

mauro romanelli ha detto...

Caro Gerardo, il post precedente è firmato Marco ed il mio nome invece è Mauro, tengo a precisare che non sono l'autore del post precedente. Cogito Ergo Sum. Ciao

vito schepisi ha detto...

Caro Marco, grazie per la tua cortesia e scusami per la cattiva educazione di quanti ritengono che gli si debba lasciare il campo. Prodi, come si è visto è intollerante a critiche e contestazioni, considera pazzi coloro che non condividono il suo governo ed altrettanto coloro che chiedono spiegazioni. Taccia di fascismo, lui "Romano" per nascita, coloro che lo fischiano. I suoi servili ed incivili sodali, per non essere da meno, vorrebbero che tutti i cittadini fuori dal "pensiero unico" smettessero di esprimersi. Se pensano così in molti di noi troveranno pane per i loro denti. A me i fascisti, neri o rossi che siano, non sono mai piaciuti. Ciao Marco e grazie per la visita e per il tuo leggermi.

vito schepisi ha detto...

Scusalo Mauro...è in delirio! Il suo Prodi e la banda che lo sorregge fa acqua da tutte le parti. Avverte che saranno proprio i suoi "compagni" dell'ex pci ad abbandonare la barca che affonda e tentare di allargare e modificare le basi delle maggioranza, ed in questo si vedrà che Casini non muove niente, ed avverte imbarazzo. Coma farà a spiegare che i suoi compagni possano instaurare e cercare collegamenti con coloro che fino a ieri il nostro definiva lestofanti? E' in delirio...poverino! Ma ha anche ragione...sono anni che lo prendono per i fondelli dicendogli che gli altri... gli avversari sono tutti brutti, sporchi e cattivi. Non ha capito che il comunismo, o comunque oggi si faccia chiamare, ...è così!

Anonimo ha detto...

Ci risiamo, si saltano a pie' pari tutti gli argomenti ed i fatti che inchiodano demagoghi,razzisti,fascisti e mafiosi alla loro natura, e tutto si risolve con una bella etichetta di comunista a chi queste responsabilita' non e' disposto a metterle in secondo ordine e le ritiene invece una precondizione per chi vuole parlare di bene comune.
SCHEPISI, ASINO! Ho gia' scritto svariate volte che le proteste contro il governo le avevo previste prima ancora che si votasse, e' parte dell'infantilismo delle masse adulare lo zio sbruffone e mettere invece il broncio al padre responsabile che cerca di far quadrare i conti, a questo aggiungi l'impegno dei propagandisti come te ed il gioco e' fatto.
Ti ho gia' detto( ma tu capisci quello che vuoi)che se la societa' e' una famiglia, tutta sta massa di coglioni che si fanno irretire da un demagogo, sono parte di noi, che dobbiamo aiutare a capire e sperare che nel frattempo facciano meno danni possibili.
Sarebbe poi interessante(per modo di dire) sapere da Marco(mi scusi Mauro, per essere insultato cosa ho sbagliato nel descrivere la conformazione della CdL?

Gli ex democristiani non sono infingardi?8come del resto dice pure Scheisi lo scenziato)

La Mussolini ed i suoi non sono fascisti?

Quelli di AN non sono fascisti grati a berlusconi.

Forza Italia, ho sbagliato a definirla una creatura di Dell'Utri con l'organizzazione publitalia ed infarcita di pduisti, tutto perche' Berlusconi si facesse i cazzi suoi come puntualmente ha fatto?
Se dopo la prevista serie d'insulti( per di piu' sempre gli stessi, un po' di fantasia che cazzo!) mi contestate questi punti ci si potrebbe capire meglio.
Gerardo Nocera