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24 gennaio 2014

Ma le primarie del PD a Bari si faranno?

Se c'è Emiliano di mezzo non è mai una cosa seria! 
Già prima dell'estate del 2013, Pietro Petruzzelli(PD) aveva annunciato la sua volontà di correre per candidarsi a Sindaco di Bari. Stabilito il ricorso alle primarie, dopo Petruzzelli si erano propostiGiacomo Olivieri, swinger della politica e leader di una formazione di cambiacasacche "Realtà Italiana", ed Elio Sannicandro(PD), assessore all'urbanistica della Giunta Emiliano. 
Il candidato preferito del Sindaco, però, era Antonio Decaro che appariva invece appagato dal suo ingresso a Montecitorio. Per smuoverlo, sembra che sia intervenuto il nuovo leader del PD, Renzi, in persona. Dopo largo e continuo migrare tra i leader del PD, infatti, sia Emiliano che Decaro erano saliti suol carro del nuovo segretario del PD, decisi a fare carriera nel partito. 
Sceso in campo Decaro, Michele Emiliano interveniva ancora, facendo sapere che tre candidati del PD alle primarie, con la possibilità della candidatura anche di Alfonso Pisicchio, erano troppi: il timore di Emiliano è che si potesse favorire un colpo di mano di Giacomo Olivieri. Di quest'ultimo, infatti, al sindaco magistrato in aspettativa e contemporanenamente amministratore e politico (Preesidente PD in Puglia) interessano solo i voti, non altro.
Emiliano così chiedeva agli altri candidati del PD di ritirare la propria candidatura per puntare solo sul suo candidato Decaro. 
Il più accreditato a prendere voti nuovi, e fuori dagli apparati, appariva Petruzzelli che aveva dichiarato di volersi opporre alle logiche di partito e di voler correre per cambiare la Città, sottraendola alle liturgie del potere, arrivando persino a denunciare un complotto contro di lui, e dichiarando che non si sarebbe ritirato per nessun motivo. 
Oggi, però, il giovane indomabile innovatore dei modi di fare politica, Pietro Petruzzelli, ha ritirato la sua candidatura per fare ticket con Decaro. Di Elio Sannicandro, avvisato da Emiliano che per candidarsi dovrà lasciare l'assessorato, inoltre, non si hanno più notizie. 
La reazione di Giacomo Olivieri è pesante, parla di "colpo alla democrazia". 
Esagerato! Cosa c'entra la democrazia con Emiliano ed il PD? 
Le primarie della sinistra ora sono a rischio. E' confermato che quando c'è vera competizione tra i soggetti interessati, le primarie servono più a dividere che a compattare. Ad Emiliano, infatti, le primarie andavano bene solo se Decaro le vinceva facile. 
Non sono più andate bene dinanzi al rischio che il suo candidato le potesse perdere.  
Dopo gli attacchi personali del Sindaco Emiliano, il candidato di Impegno Civile, Mimmo Di Paola, disinteressato alla rissa, si prende la rivincita, segnando un altro punto a suo favore. "Mi dispiace molto - si legge in un comunicato di Mimmo Di Paola - del ritiro di Pietro Petruzzelli dalla corsa alle primarie del pd. Peccato, perche' Petruzzelli, persona capace, si e' presentato a tutti come chi voleva sfidare l'establishment del partito democratico. E invece no. Ancora una volta l'establishment del pd ha prevalso facendo quadrato su Antonio Decaro, il candidato prescelto dal sindaco uscente, che a questo punto si impone sulla scena politica e soprattutto dinanzi all'opinione pubblica come il "l'uomo di Emiliano" raccogliendo così' una eredita' pesante da portarsi dietro se si guarda allo stato di salute di Bari". 
Con questo andazzo a vincere facile, ma nella competizione che conta non nelle sceneggiate di Emiliano, sarà Mimmo Di Paola
Vito Schepisi

07 giugno 2013

Emiliano tra politica e magistratura



Il sindaco di Bari Emiliano, su Facebook, chiede ai baresi quali siano gli impegni disattesi della sua amministrazione.
Il suo EGO non gli dà pace. Prova ancora a far prevalere le sue ostentazioni di trasparenza e di condivisione, anche se poi fa sempre tutto da solo.
E fa sempre male. Emiliano è come un temporale senza pioggia. Lampi e tuoni e poi … niente.
Chiede ai baresi di contestargli gli impegni non mantenuti. Sarebbe più facile iniziare dalle promesse mantenute: si eviterebbe di spulciare, tra le tante parole scritte e pronunciate, quelle che sono rimaste solo sulla carta e quelle che si sono involate tra i tanti suoni indistinti a cui la politica, da tempo, ha abitato gli italiani. Lo si dica subito, pertanto: nessuna promessa è stata mantenuta.
NESSUN IMPEGNO DI EMILIANO E' ANDATO A BUON FINE.
A Bari direbbero di lui: è un “carico a chiacchiere”.
Il Sindaco della Città levantina si è trovato ben presto a fare le stesse cose di tutti i politici: scalare la vetta del partito - fino ad arrivare prima alla Segreteria e poi alla Presidenza regionale del PD - magnificare il suo operato e raccontar balle.
Le somme del suo mandato sono scarse. A renderle poco convincenti non è stata solo la candidatura alla gara del miglior demagogo con il ricordo dei 30.000 posti di lavoro a Bari, promessi nel 2009 - una promessa che, se ha fatto colpo in campagna elettorale, non ha mai convinto i più attenti - e non è stato neanche lo squallore delle "cozze pelose", in cui la cosa più grave non è nella facile ironia, ma nel fatto che alcuni palazzinari facevano e disfacevano a Palazzo di Città come se la Casa della comunità cittadina fosse casa loro.
Nel tirare le somme, dopo quasi 10 anni delle due sindacature, si rileva che Bari ha ceduto terreno su diversi fronti: dall'igiene, alla raccolta differenziata; dalla viabilità urbana, alla qualità della vita; dal recupero ambientale, all'ordine pubblico; dai servizi resi alla cittadinanza, alla valorizzazione del patrimonio culturale. Ha perso posti di lavoro. Ha perso attività commerciali. Ha perso coraggio e speranze. Rischia di perdere il futuro dei giovani.
Bari oggi è una Città alla deriva, ad iniziare da Piazza Moro e Piazza Umberto con il tratto di via Sparano che li collega, immagine d’impatto della Città per chi ci viene in treno, immerse in uno squallore indicibile, tra degrado e spaccio e per quell’inquietudine che prende per l’avvertibile presenza della microcriminalità.
A BARI NON C'E' UN'OPERA PUBBLICA CHE SIA STATA REALIZZATA.
Il Sindaco lascerà in eredità alla prossima amministrazione: criminalità, racket, degrado, contenziosi e risarcimenti (Cittadella Giudiziaria e Punta Perotti), una città in cui i parcheggi costano 2 euro l'ora, burocrazia asfissiante e saracinesche chiuse. Lascerà i "fallimenti" del Teatro Petruzzelli e della Fiera del Levante. Il primo simbolo di una Bari colta e sensibile; la seconda simbolo di una gloria passata in cui Bari ambiva ad essere un riferimento per gli scambi commerciali e per la cultura dell'integrazione nell'Area del Mediterraneo.
L’hanno soprannominato "lo sceriffo" perché, come gli uomini di legge del vecchio far west, quelli che entravano nel saloon per dirimere le controversie e mettere in prigione l'ubriaco molesto, il Sindaco di Bari è intervenuto sui fatti di piccola cronaca della Città con la stessa ostentazione e con la stessa spavalderia, spesso a beneficio di telecamere, di giornalisti e di studi televisivi locali e nazionali. Prima di lui, senza spavalderie, Bari aveva, invece, recuperato smalto e fermento.
Dopo l’esperienza di amministratore di una grande Città, L'ex PM Emiliano, forse deluso dalla sua inconcludenza, dice di voler tornare a fare il Magistrato. Sbaglia anche in questo. La questione è controversa, ma è diffusa l’idea che sia inopportuno che un magistrato possa passare da un ruolo politico e amministrativo, schierato da una parte, all'esercizio di una funzione giudiziaria. Si è sempre detto, infatti, che un magistrato deve essere e sembrare sopra le parti.
Ha lasciato la magistratura per la politica, ora continui a farla.
Potrà sempre promettere trasparenza e condivisione e altri 30.000 posti di lavoro: vedrà che in questa Italia troverà sempre qualcuno disposti a credergli.
Vito Schepisi